Toscana
La Cgil accusa: "Anfass impedisce a una dipendente di riprendere il lavoro"
Prato, denuncia della Funzione pubblica contro l'associazione che si occupa di disabili: secondo la Cgil la donna è rientrata dopo un periodo di malattia per un infortunio domestico ma non potendo sollevare carichi è stata messa in ferie forzate
PRATO. Il sindacato Cgil di Prato accusa l'associazione Anfass che si occupa di disabili, di "non aver fatto lavorare una dipendente che si era fatta male". La denuncia viene dalla funzione pubblica di piazza Mercatale. Secondo il sindacato la lavoratrice Anfass "incappa in un infortunio domestico con tanto di ricovero ospedaliero e conseguente astensione dal lavoro per un lungo periodo - scrivono in un comunicato - prima del rientro in servizio, Anfass invia la lavoratrice a visita medica per constatare lo stato di abilità al lavoro, il medico aziendale la riammette limitando temporaneamente la movimentazione carichi".
"Anfass - prosegue la nota - appena ricevuta la documentazione medica, provvede a metter la lavoratrice in ferie forzate impedendo la ripresa del lavoro". “Siamo intervenuti - afferma Andrea Carli, Cgil Funzione pubblica - incontrando la presidenza dell'associazione e scrivendo una diffida per far riprendere il lavoro alla dipendente ma Anfass è rimasta sulle sue posizioni. Giovedì 18 maggio - continua Carli - ho accompagnato la lavoratrice sul posto di lavoro, ma prima le è stato intimato di prendere altre ferie, poi dopo il riifuto, è stata confinata da sola in una stanza”.
"E' inaccettabile - afferma il sindacalista - che un'associazione presente sul territorio da decenni e che è impegnata a prevenire le discriminazioni sui disabili, sia la prima a discriminare una lavoratrice che ha la sola colpa di essersi fatta male e avere delle limitazioni temporanee. Siamo al limite del mobbing: non vorrei che questo atteggiamento preannunci un tentetivo di licenziamento, dovuto probabilmente ad altre ragioni. In tempi in cui la "coperta" del lavoro è sempre piu' corta a pagarne le conseguenze son i lavoratori. Daremo battaglia in tutte le sedi per tutelare i diritti della lavoratrice".
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