Gioco
Vegan e recupero del cibo novità dell’appalto-mensa
Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta europea, per partecipare c’è tempo fino alle 13 del 9 giugno. La base di gara è di 26 milioni per tre anni
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PRATO. Un’apertura, moderata, ai prodotti vegani (il menu vegetariano esiste già)con l’introduzione di alimenti a base di soia; un progetto che impegna la ditta che si aggiudicherà l’appalto, a non smaltire come rifiuti le eccedenze di cibo ma a donarle alle associazioni benefiche, mensa dei poveri in primis.
Sono le novità della maxi gara per il servizio delle mensa scolastica nelle scuole dell’infanzia, le primarie e le medie di Prato. Qualcosa come 10. 000 pasti al giorno per una basa d’asta di 26 milioni e spiccioli per tre anni (fino al 2020) che salgono a 62 milioni e mezzo con il rinnovo per altri tre anni (al 2023) con un incremento di un quinto dei costi calcolato sulla base presunta di aumento della popolazione scolastica.
Il bando di gara è stata pubblicato sulla Gazzetta europea venerdì (comprensivo di capitolato e della tipologia di alimenti da fornire) ed è ora a disposizione degli operatori che hanno tempo fino alle 13 del 9 giugno prossimo per partecipare sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Nell’ultimo triennio il servizio è stato garantito dal raggruppamento di imprese formato da Elior Ristorazione spa, Camst Società Cooperative e da Ristorart Toscana srl. Molte le novità cui i futuri gestori andranno in contro, prima tra tutte l’introduzione, appunto di alimenti vegani «che non significa – spiegano in Comune – prevedere menù esclusivamente di quel tipo, ma verificare l’utilizzo di alcuni elementi in una dieta che però deve essere equilibrata». Tofu, cotolette vegetali e budino di soia, sono queste le new entry nel lungo elenco di alimenti da fornire (punteggi alti per chi garantirà prodotti di filiera corta e doc). E proprio per studiare a fondo le cosiddette “diete speciali” è stato istituito un tavolo tecnico con l’Asl «nel quale, senza preconcetti, si ragionerà di menù alternativi ma mantenendo come punto di riferimento la salute del bambino». L’altra novità, è rappresentata dal recupero del cibo non consumato. «Progetto al quale l’amministrazione tiene molto – proseguono in Comune – e per il quale sarà necessario studiare come trasferire ciò che rimane dai pasti serviti nei refettori alle associazioni che poi verranno individuate. Una questione tutt’altro che semplice». Punteggi più alti – mantenendo inalterato il ribasso sull’offerta economica – per quelle aziende che saranno in grado di offrire una percentuale di pasti gratuiti (10 punti) e per chi si impegnerà a sostenere una spesa “una tantum” per manutenzione, per esempio delle sale nelle quali i ragazzi mangiano, o per sostenere progetti innovativi, quali, per esempio, una app sulla mensa scolastica.
Cristina Orsini
Sono le novità della maxi gara per il servizio delle mensa scolastica nelle scuole dell’infanzia, le primarie e le medie di Prato. Qualcosa come 10. 000 pasti al giorno per una basa d’asta di 26 milioni e spiccioli per tre anni (fino al 2020) che salgono a 62 milioni e mezzo con il rinnovo per altri tre anni (al 2023) con un incremento di un quinto dei costi calcolato sulla base presunta di aumento della popolazione scolastica.
Il bando di gara è stata pubblicato sulla Gazzetta europea venerdì (comprensivo di capitolato e della tipologia di alimenti da fornire) ed è ora a disposizione degli operatori che hanno tempo fino alle 13 del 9 giugno prossimo per partecipare sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Nell’ultimo triennio il servizio è stato garantito dal raggruppamento di imprese formato da Elior Ristorazione spa, Camst Società Cooperative e da Ristorart Toscana srl. Molte le novità cui i futuri gestori andranno in contro, prima tra tutte l’introduzione, appunto di alimenti vegani «che non significa – spiegano in Comune – prevedere menù esclusivamente di quel tipo, ma verificare l’utilizzo di alcuni elementi in una dieta che però deve essere equilibrata». Tofu, cotolette vegetali e budino di soia, sono queste le new entry nel lungo elenco di alimenti da fornire (punteggi alti per chi garantirà prodotti di filiera corta e doc). E proprio per studiare a fondo le cosiddette “diete speciali” è stato istituito un tavolo tecnico con l’Asl «nel quale, senza preconcetti, si ragionerà di menù alternativi ma mantenendo come punto di riferimento la salute del bambino». L’altra novità, è rappresentata dal recupero del cibo non consumato. «Progetto al quale l’amministrazione tiene molto – proseguono in Comune – e per il quale sarà necessario studiare come trasferire ciò che rimane dai pasti serviti nei refettori alle associazioni che poi verranno individuate. Una questione tutt’altro che semplice». Punteggi più alti – mantenendo inalterato il ribasso sull’offerta economica – per quelle aziende che saranno in grado di offrire una percentuale di pasti gratuiti (10 punti) e per chi si impegnerà a sostenere una spesa “una tantum” per manutenzione, per esempio delle sale nelle quali i ragazzi mangiano, o per sostenere progetti innovativi, quali, per esempio, una app sulla mensa scolastica.
Cristina Orsini
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