Toscana
Un altro fine settimana di furti a colpi di tombino
Presi di mira l’Istituto Dagomari, un circolo a Viaccia e il campo del Cf2001 I carabinieri arrestano un latitante albanese che deve scontare 4 anni e 8 mesi
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PRATO. Quello appena trascorso è stato un altro fine settimana costellato dai furti, nelle abitazioni ma soprattutto in luoghi pubblici, una scuola, un circolo e un campo sportivo. E sono solo quelli di cui si è venuti a conoscenza.
La scuola è l’Istituto tecnico commerciale Dagomari di via di Reggiana. Ieri mattina alla riapertura il personale della scuola ha scoperto che durante la notte (ma potrebbe essere successo anche tra sabato e domenica) qualcuno aveva sfondato una porta-finestra dell’auditorium e da lì ha raggiunto la palestra e la sala professori. Dalla palestra sono stati rubati alcuni archi con tanto di frecce, un compressore e altri attrezzi sportivi. Dalla stanza dei professori hanno portato via alcuni attrezzi da lavoro di proprietà della scuola. Un brutto inizio di settimana per l’istituto di via di Reggiana. Il punto scelto dai ladri per entrare nell’immobile non è coperto dall’allarme.
Il circolo preso di mira dai ladri è invece il bar all’angolo tra via Monte San Michele e via Pistoiese, a Viaccia. In questo caso si tratta quasi di una persecuzione, perché al circolo i ladri erano già stati due volte in meno di un mese, il 18 aprile e il 3 maggio. Anche stavolta, come in precedenza, la vetrina è stata sfondata con la grata di un tombino, che è stata ritrovata all’interno dei locali. Magro il bottino messo insieme dai ladri, qualche spicciolo nella macchinetta cambiamonete. I residenti hanno visto un paio di persone col volto coperto che si allontanavano dopo aver rotto la vetrina e rovistato all’interno del circolo.
Anche al campo sportivo di Casale del Casale e Fattoria 2001, in via Traversa delle Caserane, sono purtroppo abituati a rimettere insieme i cocci dopo le frequenti visite dei ladri. È accaduto di nuovo nel corso del fine settimana, e anche in questo caso si è trattato di un furto per pochi spiccioli, quelli che erano stati lasciati negli uffici. Gli intrusi hanno forzato porte e finestre, facendo molti danni, sono entrati negli uffici e di lì nel bar, dove hanno prelevato qualche birra. Hanno poi rovistato negli uffici della presidenza buttando tutto all’aria. Un altro furto del tutto simile a questo era stato compiuto un paio di mesi fa al campo sportivo, ma è solo l’ultimo di una lunga serie. «Ogni anno vengono due o tre volte - racconta un addetto della società - e non sappiamo più come difenderci. Qui intorno non ci sono molte case ed è facile di notte venire e spaccare tutto. Stavolta hanno preso un piede di porco che usiamo per muovere i container, non so nemmeno come abbiamo fatto a trovarlo».
Una situazione, quella dei furti dello scorso fine settimana, ormai vicina al livello di guardia, anche perché arriva dopo una serie di altri furti messi a segno nei giorni scorsi, in alcuni casi con la solita tecnica del tombino usato per rompere le vetrine. Episodi difficili da prevenire, ma non per questo accettabili.
A proposito di prevenzione, i carabinieri hanno arrestato sabato un albanese di 43 anni che aveva a suo carico un ordine di carcerazione dovendo scontare una condanna definitiva a 4 anni e 8 mesi per spaccio di stupefacenti. L’uomo è stato fermato per un normale controllo e i carabinieri, nonostante si fosse fatto crescere la barba e portasse occhiali da vista, lo hanno riconosciuto e arrestato. Subito dopo è stato trasferito alla casa circondariale della Dogaia dove sconterà la pena.
La scuola è l’Istituto tecnico commerciale Dagomari di via di Reggiana. Ieri mattina alla riapertura il personale della scuola ha scoperto che durante la notte (ma potrebbe essere successo anche tra sabato e domenica) qualcuno aveva sfondato una porta-finestra dell’auditorium e da lì ha raggiunto la palestra e la sala professori. Dalla palestra sono stati rubati alcuni archi con tanto di frecce, un compressore e altri attrezzi sportivi. Dalla stanza dei professori hanno portato via alcuni attrezzi da lavoro di proprietà della scuola. Un brutto inizio di settimana per l’istituto di via di Reggiana. Il punto scelto dai ladri per entrare nell’immobile non è coperto dall’allarme.
Il circolo preso di mira dai ladri è invece il bar all’angolo tra via Monte San Michele e via Pistoiese, a Viaccia. In questo caso si tratta quasi di una persecuzione, perché al circolo i ladri erano già stati due volte in meno di un mese, il 18 aprile e il 3 maggio. Anche stavolta, come in precedenza, la vetrina è stata sfondata con la grata di un tombino, che è stata ritrovata all’interno dei locali. Magro il bottino messo insieme dai ladri, qualche spicciolo nella macchinetta cambiamonete. I residenti hanno visto un paio di persone col volto coperto che si allontanavano dopo aver rotto la vetrina e rovistato all’interno del circolo.
Anche al campo sportivo di Casale del Casale e Fattoria 2001, in via Traversa delle Caserane, sono purtroppo abituati a rimettere insieme i cocci dopo le frequenti visite dei ladri. È accaduto di nuovo nel corso del fine settimana, e anche in questo caso si è trattato di un furto per pochi spiccioli, quelli che erano stati lasciati negli uffici. Gli intrusi hanno forzato porte e finestre, facendo molti danni, sono entrati negli uffici e di lì nel bar, dove hanno prelevato qualche birra. Hanno poi rovistato negli uffici della presidenza buttando tutto all’aria. Un altro furto del tutto simile a questo era stato compiuto un paio di mesi fa al campo sportivo, ma è solo l’ultimo di una lunga serie. «Ogni anno vengono due o tre volte - racconta un addetto della società - e non sappiamo più come difenderci. Qui intorno non ci sono molte case ed è facile di notte venire e spaccare tutto. Stavolta hanno preso un piede di porco che usiamo per muovere i container, non so nemmeno come abbiamo fatto a trovarlo».
Una situazione, quella dei furti dello scorso fine settimana, ormai vicina al livello di guardia, anche perché arriva dopo una serie di altri furti messi a segno nei giorni scorsi, in alcuni casi con la solita tecnica del tombino usato per rompere le vetrine. Episodi difficili da prevenire, ma non per questo accettabili.
A proposito di prevenzione, i carabinieri hanno arrestato sabato un albanese di 43 anni che aveva a suo carico un ordine di carcerazione dovendo scontare una condanna definitiva a 4 anni e 8 mesi per spaccio di stupefacenti. L’uomo è stato fermato per un normale controllo e i carabinieri, nonostante si fosse fatto crescere la barba e portasse occhiali da vista, lo hanno riconosciuto e arrestato. Subito dopo è stato trasferito alla casa circondariale della Dogaia dove sconterà la pena.
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