La protesta
“Comportamento”, amarcord Biennale
Inaugurata al Centro Pecci la mostra che ricostruisce l’esposizione veneziana. Oggi ingresso gratis
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PRATO. È stata inaugurata ieri la mostra “Comportamento” al Museo Pecci, visibile da oggi al 24 settembre. La mostra è la ricostruzione di una sezione del Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 1972, curata, oggi come allora dal critico e storico dell’arte bolognese Renato Barilli, con le opere di Gino De Dominicis, Luciano Fabro, Mario Merz, Germano Olivotto, Franco Vaccari (ieri presente). L’esposizione, allestita in 4 sale del “vecchio” Pecci, è arricchita da una parte documentaria, comprendente materiale fotografico, articoli, filmati e testi pubblicati in quell’occasione, grazie al lavoro di ricerca compiuto da Giada Pellicari, cercando di riportare alla luce le vicende organizzative e critiche di quell’evento. Nella prima sala ci sono i lavori di Luciano Fabro: è stato impossibile ricostruirla interamente, perché era formata da nove preziosi piedi in vetro di Murano e shantung di seta, come si vede da una grande foto. Ora invece ci sono proiezioni di fotografie di Ugo Mulas, mentre altri lavori dello stesso Fabro rimandano ad alcuni aspetti concettuali di quell’installazione. Nella seconda sala, in mancanza del Vascello fantasma, la barca con igloo e numeri di Fibonacci andata perduta, di Merz sono state allestite il Object Cache del Kunstmuseum di Wolfsburg, un igloo riconducibile a quello esposto in origine sull’imbarcazione, e A Real Sum is a Sum of People – Pub George IV, Kentish Town, London, una serie di fotografie accompagnate dalla serie di Fibonacci al neon effettivamente presenti in mostra. Nella stessa sala c’è il rifacimento della controversa Seconda soluzione di immortalità di Gino di De Dominicis, insieme alla palla, al cubo invisibile e alla pietra che, all’epoca, circondavano il protagonista, un ragazzo veneziano affetto da sindrome di Down. Qui sono esposti anche i due video Tentativo di volo di De Dominicis e Lumaca di Merz dalla raccolta Identifications di Gerry Schum. Nell’ultima sala sono allestite le Sostituzioni di Germano Olivotto, riproduzioni fotografiche di alberi naturali, ai cui rami l’artista era solito applicare una correzione, composta da sottili tubi al neon. Accanto c’è l’installazione di Franco Vaccari concepita con la cabina photomatic, Esposizione in tempo reale IV. Orari: martedì e mercoledì 12-20, giovedì-domenica 12-24, lunedì chiuso. Oggi dalle 20 alle 24 l’ingresso al museo è gratuito per i residenti in Toscana.
Riccardo Tempestini
Riccardo Tempestini
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