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Mensa, un appalto da 26 milioni
È partita la procedura per riaffidare il servizio nel prossimo triennio
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PRATO. È partita la procedura di gara pubblica per il nuovo servizio mensa scolastica che a partire dal settembre 2017 dovrà garantire preparazione, trasporto, consegna e sporzionamento di 10. 000 pasti giornalieri ai bambini delle scuole dell’infanzia, delle elementari e (pochi) delle medie (nidi esclusi per legge perché devono avere la cucina interna).
Non è cosa di poco conto perché si tratta di un appalto comunale il cui bando – ancora riservato ma si sa già che prevederà la clausola di salvaguardia per i circa 200 lavoratori del settore – verrà pubblicato a giorni sulla Gazzetta europea, per un complessivo di 26 milioni 102. 220 euro a partire dall’anno scolastico 2017-2018 e fino al 2020 per i sette lotti nella quale la gara è suddivisa. L’importo totale dell’appalto la cui aggiudicazione avverrà con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, nel caso di rinnovo per il triennio successivo (2012-20123) di ciascuno dei sette lotti (con un incremento del contratto di un quinto, calcolato sulla base di un aumento presunto della popolazione scolastica) sale a 62 milioni di euro 573. 644. Insomma cifre da capogiro. Il servizio negli ultimi tre anni (dal 2014 fino al 2016 con una proroga di sei mesi fino al giugno di quest’anno) è stato garantito dal raggruppamento temporaneo di imprese formato da Elior Ristorazione spa, da Camst Società Cooperativa e da Ristorart Toscana srl. Un servizio che ha funzionato ma con alterne fortune, considerati i ritrovamenti – frequenti per un periodo – di larve nelle minestra, di casi di frutta andata a male e ultimamente del ritrovamento di una graffetta di una vite nel cibo. Sia come sia, il servizio mensa – costo unitario a pasto calcolato in circa 5 euro – è tra i più onerosi tra quelli a richiesta, sia per le famiglie sia per l’ente pubblico che ogni anno è costretto a coprire tra il 40 e il 50% dei costi totali, vuoi per la parte di esenzione e agevolazioni previste, vuoi per la quota di morosità. Secondo un’indagine svolta da Comune i ragazzi che usufruiscono della mensa rappresentano poco più del 78% del totale e la percentuale di morosità sfiora il 38%.
E se la quota massima mensile è di 102, 50 euro a carico delle famiglie, quella minima è di zero ma per nuclei con Isee fino a 6. 000 euro. Una famiglia con un Isee di 20. 000 paga una tariffa-mensa di 693 euro.(c.o.)
Non è cosa di poco conto perché si tratta di un appalto comunale il cui bando – ancora riservato ma si sa già che prevederà la clausola di salvaguardia per i circa 200 lavoratori del settore – verrà pubblicato a giorni sulla Gazzetta europea, per un complessivo di 26 milioni 102. 220 euro a partire dall’anno scolastico 2017-2018 e fino al 2020 per i sette lotti nella quale la gara è suddivisa. L’importo totale dell’appalto la cui aggiudicazione avverrà con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, nel caso di rinnovo per il triennio successivo (2012-20123) di ciascuno dei sette lotti (con un incremento del contratto di un quinto, calcolato sulla base di un aumento presunto della popolazione scolastica) sale a 62 milioni di euro 573. 644. Insomma cifre da capogiro. Il servizio negli ultimi tre anni (dal 2014 fino al 2016 con una proroga di sei mesi fino al giugno di quest’anno) è stato garantito dal raggruppamento temporaneo di imprese formato da Elior Ristorazione spa, da Camst Società Cooperativa e da Ristorart Toscana srl. Un servizio che ha funzionato ma con alterne fortune, considerati i ritrovamenti – frequenti per un periodo – di larve nelle minestra, di casi di frutta andata a male e ultimamente del ritrovamento di una graffetta di una vite nel cibo. Sia come sia, il servizio mensa – costo unitario a pasto calcolato in circa 5 euro – è tra i più onerosi tra quelli a richiesta, sia per le famiglie sia per l’ente pubblico che ogni anno è costretto a coprire tra il 40 e il 50% dei costi totali, vuoi per la parte di esenzione e agevolazioni previste, vuoi per la quota di morosità. Secondo un’indagine svolta da Comune i ragazzi che usufruiscono della mensa rappresentano poco più del 78% del totale e la percentuale di morosità sfiora il 38%.
E se la quota massima mensile è di 102, 50 euro a carico delle famiglie, quella minima è di zero ma per nuclei con Isee fino a 6. 000 euro. Una famiglia con un Isee di 20. 000 paga una tariffa-mensa di 693 euro.(c.o.)
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