Il Tirreno

Prato

«Abusi su una bimba», arrestato bagnino 

«Abusi su una bimba», arrestato bagnino 

Le molestie durante un corso di nuoto in un villaggio turistico. In casa sequestrato materiale pedopornografico

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. A otto anni si è iscritta a quel corso per principianti organizzato dal bagnino della struttura turistica dove era ospite con i genitori per imparare a nuotare.
Ora gli investigatori scrivono che la piccola durante quelle lezioni avvenute tra il giugno e il luglio dello scorso anno è invece finita tra le braccia di un pedofilo; capace di abusare della bambina in più di una circostanza, almeno fino a quando la giovanissima vittima non è andata dalla mamma dicendo che a quelle lezioni in piscina non voleva più partecipare.
È una storia che fa rabbrividire quella che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla giudice per le indagini preliminari Beatrice Dani che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di un trentanovenne originario di Firenze ma residente a Piombino.
L’accusa nei suoi confronti è quella di violenza sessuale aggravata dall’età della parte lesa.
A dare il via alle indagini del nucleo di polizia giudiziaria della Procura di Livorno e dei colleghi della stazione di Piombino, la denuncia dei genitori della piccola presentata l’estate scorsa ai carabinieri di Prato dove la famiglia risiede.
Pochi giorni prima era stata la figlia, dopo aver lasciato la struttura turistica che si trova nel piombinese, a raccontare delle violenze subite durante le lezioni di nuoto.
Da quel momento in poi è iniziato un lungo lavoro di verifica da parte degli investigatori coordinati dalla pubblico ministero Fiorenza Marrara.
LE PROVE. Inevitabile, viste le accuse, ascoltare nell’aula protetta del tribunale la bambina che durante la lunga deposizione, assistita da una psicologa, ha raccontato delle violenze subite: le mani che invece di sostenerla sull’acqua la sfiorano sulle gambe fino alle parti intime.
«Mi ha fatto male», ha raccontato descrivendo gli abusi. «Per cristallizzare la prova – spiegano gli investigatori – è stato necessario anche chiedere l’incidente probatorio».
La perizia dell’esperta è arrivata nei giorni scorsi. «Il racconto delle violenze – è la conclusione – è attendibile».
I PRECEDENTI. Durante le indagini a carico del trentanovenne sono emersi anche comportamenti che hanno gettato ancora più ombre sul suo conto.
In particolare nel fascicolo che riguarda la presunta violenza sessuale a carico della bambina è finita anche una sentenza di primo grado del Tribunale di Firenze che nel 2016 ha condannato l’uomo per gli abusi compiuti sulla sorellastra. Proprio per tutelare le vittime, e non renderle riconoscibili, non pubblichiamo le generalità dell’arrestato.
Possibile che si tratti di un molestatore seriale? È questa la domanda alla quale stanno cercando di rispondere gli investigatori.
«La professione di maestro di nuoto – spiegano – lo fa stare a contatto con i bambini, in più è un individuo che gira molto per la Toscana. Ecco perché, per il timore di una possibile reiterazione del reato il giudice ha accordato l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari».
Inoltre i carabinieri durante le perquisizioni effettuate a casa dell’indagato hanno trovato sul computer dell’uomo video dal contenuto pedopornografico e tra le ricerche recenti sul motore di ricerca parole chiave come baby e sesso.
L’INTERROGATORIO. Il trentanovenne è stato convocato per domani mattina davanti al giudice per le indagini preliminari che ha fissato l’interrogatorio di garanzia. In questo contesto il bagnino con l’abilitazione per tenere corsi di nuoto potrà difendersi dalle accuse e spiegare il suo comportamento durante i corsi effettuati alla piccola.
Intanto il suo legale, l’avvocato Francesco Ferrari che difende l’uomo con il collega Simone Valenziano, commenta così l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Livorno. «Al momento è stata applicata una misura cautelare sulla base di elementi che il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto indizianti. Questo non significa accertamento di responsabilità. Ragionare in modo opposto significherebbe svilire i principi processuali della nostra civiltà, quelli costituzionali innanzitutto: presunzione di innocenza, diritto di difesa, giusto processo. Nei prossimi giorni valuteremo meglio l’ordinanza».
Una frase che lascia aperta la possibilità di rivolgersi al tribunale del Riesame per chiedere una misura cautelare più lieve.
Federico Lazzotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore