Il Tirreno

Prato

Quarantenne indagato per violenza su una bambina

di Paolo Nencioni
Il tribunale di Prato
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Il tribunale di Prato

Prato, un ex operaio ora disoccupato è accusato dalla figlia della compagna, che all’epoca dei fatti aveva appena sei anni. Un perito ha stabilito che la bimba può testimoniare

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PRATO. Un ex operaio di 40 anni, attualmente disoccupato, è indagato per violenza sessuale nei confronti di una bambina che all’epoca dei fatti aveva appena 6 anni. La bimba è la figlia che la compagna dell’indagato ha avuto dal marito col quale è in fase di separazione. Tutti i protagonisti della vicenda risiedono sul Montalbano e venerdì 28 aprile davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Pallini è comparso un perito al quale il gip aveva dato l’incarico di stabilire se la bambina, che ora ha 7 anni, poteva essere sentita nel corso di un incidente probatorio per far entrare il suo racconto negli atti del procedimento in carico al sostituto procuratore Egidio Celano. La risposta è stata positiva, la bambina secondo il perito è in grado di testimoniare e sarà sentita a giugno.


Il fascicolo, sul quale c’è il massimo riserbo, è stato aperto dal magistrato l’anno scorso in seguito alla denuncia presentata dal padre naturale della bambina per fatti che sarebbero accaduti nel mese di gennaio.
In precedenza era stata la piccola a raccontare alla madre, e poi a scuola, di certi comportamenti del patrigno. All’inizio la piccola ha parlato di una vera e propria violenza sessuale, tanto che il padre naturale l’ha portata all’ospedale pediatrico Meyer, dove sembra che non siano stati trovati segni evidenti di violenza. Successivamente la bambina avrebbe in parte modificato il proprio racconto, e lo stesso magistrato ha modificato il capo d’imputazione parlando di sfregamenti.


Sta di fatto che l’indagato, difeso dall’avvocato Cristina Meoni, non è stato finora raggiunto da alcuna misura di custodia e si professa totalmente innocente. La madre e il padre naturale al momento non si sono costituiti parte civile e risultano come parti offese, assistiti dall’avvocato Paolo Micheli del foro di Firenze.
Tra gli elementi all’attenzione del giudice Pallini, oltre al racconto della bambina, che verrà cristallizzato nell’incidente probatorio di giugno, anche la circostanza che, successivamente alla denuncia per la presunta violenza sessuale, il padre naturale avrebbe continuato a mandare la figlia più grande a casa dell’ex moglie, dove viveva ancora il nuovo compagno.


Quest’ultimo ha due figli suoi, avuti da altre donne, coi quali dice di non aver mai avuto particolari problemi.
Come si vede, è uno di quei casi in cui arrivare alla verità appare particolarmente difficile. Molto dipenderà da quello che la bambina racconterà alla psicologa incaricata di raccogliere il suo racconto nella stanza del Tribunale appositamente allestita per le audizioni dei minori. Poi spetterà al gip trarre le conclusioni e decidere se il caso è meritevole di finire davanti al Tribunale.
 

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