Il Tirreno

Prato

La danza di Bel incanta e commuove 

di Riccardo Tempestini
Danzatori per un giorno al Pecci (foto Batavia)
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Danzatori per un giorno al Pecci (foto Batavia)

Prato, applausi scroscianti al museo Pecci per il debutto della variopinta performance di ballerini non professionisti di ogni età all'interno della mostra di Jérôme Bel

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PRATO. Quasi tutti pratesi fra la ventina de ballerini amatoriali della performance “Compagnia, Compagnia”, al debutto oggi pomeriggio, venerdì 28 aprile, nella mostra di Jérôme Bel, “76’38’’+? ” , allestita fino al 25 giugno nella sale del Centro Pecci. Un corpo di ballo composto da non professionisti di ogni età, pratesi e della provincia di Firenze, scelto alcune settimane fa dal coreografo francese, con la collaborazione dei Kinkaleri.
Fra i pratesi, un transessuale, un giovane diversamente abile su una sedia a rotelle, una ragazza affetta da sindrome di Down, una bambina di 11 anni, ma anche una coppia di settatenni di Carmignano, tre richiedenti asilo, un noto professionista e alcune casalinghe.

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Alla fine, applausi da standing ovation per tutti e grande successo. La performance verrà ripetuta oggi, sabato 29  e domani, domenica 30, alle 17 e alle 21 e in seguito ripetuta ogni domenica fino alla durata della mostra sempre alle 17 e alle 21. Ogni giorno invece, verrà presentata la performance “Danzare come se nessuno stesse guardando” concepita appositamente per la mostra al Centro Pecci, con un ballo continuo per un/a solo/a ballerino/a al giorno, alla ricerca di un concetto di danza, senza gravità, desiderio, cultura e aspettative, una danza che “inghiotte” i suoi spettatori, ma che esiste anche senza di loro.

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Le altre tre performance infine sono visibile solo su video, La prima è Diaporama (1994-2017), uno slide-show per l’archivio in fieri di Bel, una collezione di immagini di strutture teatrali dei generi più vari, per illustrare lo sviluppo e le forme assunte dallo spazio teatrale nel mondo. Nella seconda, Shirtology, (1997/2015), è una riflessione sul ruolo del “brand” e della sua influenza determinante sulle nostre azioni quotidiane.


La terza, Vèronique Doisneau (2004), è la storia delle condizioni di lavoro nella vita di una ballerina del corpo di ballo dell’Opera di Parigi. E legato a questi video è il titolo della mostra, “76’38’’+? ” scelto dal coreografo francese Jérôme Bel per indicare la durata totale dei video allestiti nella sua prima mostra personale in uno spazio museale. Il titolo è quindi un avviso per i visitatori, per convincerli a seguire i video dall’inizio alla fine. Il segno “? ” è invece riferito alle innumerevoli possibilità della nuova danza, da seguire come un’opera senza fine, all’infinito appunto.

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Curata da Antonia Alampi l’evento vuole presentare un diverso approccio alla danza, perché i ballerini professionali e amatoriali parlano e sono coautori delle loro opere coreografiche.
Jérôme Bel definisce la mostra come “drammaturgia della dis-alienazione”, con opere chiave realizzate negli ultimi venti anni.


La mostra è visibile fino al 25 giugno, con questo orario, martedì e mercoledì dalle 12 alle 20, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 12 alle 24. Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito per i soci. Biglietto 10 euro (intero), 7 euro (ridotto). Naturalmente nel costo del biglietto è visibile anche l’altra mostra allestita al Centro Pecci, “Dalla caverna alla luna”, con una sessantina di opere della Collezione permanente”, scelte da Stefano Pezzato.
 

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