Il Tirreno

Prato

museo del tessuto 

Il racconto multimediale della storia di Prato

Il racconto multimediale della storia di Prato

PRATO. Si chiama “Prato. Il tessuto e la moda dal 1944 a oggi” la nuova installazione multimediale inaugurata ieri al Museo del Tessuto. Si trova al primo piano del museo nella sala che segue quella...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Si chiama “Prato. Il tessuto e la moda dal 1944 a oggi” la nuova installazione multimediale inaugurata ieri al Museo del Tessuto. Si trova al primo piano del museo nella sala che segue quella chiamata “Prato città tessile”, quella che racconta con macchinari, reperti e campionari la vicenda produttiva pratese.
L’installazione, invece, descrive la storia di Prato dal dopo guerra fino ad oggi sia dal punto di vista urbanistico che sociale. E lo fa su tre maxi schermi sui quali viene raccontata in 13 minuti la storia della città e l’importanza dal punto di vista tessile attraverso filmati sia reperiti da privati che dalle teche della Rai.
«Per arrivare a questo – racconta il direttore del museo Filippo Guarini – c’è voluto un lavoro di ricerca durato diversi mesi. Andava reperito il materiale per poi realizzare quello che oggi possiamo vedere”. L’installazione (finanziata dal Museo e dalla Regione) vede la collaborazione creativa e tecnologica dello studio “MyBossWas” di Torino.
«Si tratta di qualcosa di più contemporaneo – spiega il presidente della fondazione museo del Tessuto Francesco Marini – Infatti, volevamo qualcosa di multimediale, importante anche dal punto di vista didattico e che racconta in maniera semplice lo sviluppo urbanistico e sociale di Prato dal dopo guerra in poi».
Per far partire il video il visitatore si deve collocare su un punto contrassegnato da alcuni disegni nel centro della stanza: dei sensori faranno azionare il meccanismo. Poi le persone potranno comodamente sedersi sui divanetti e seguire la proiezione. Sullo schermo centrale sono collocati sei oggetti che sono un elmetto, uno scarpone, una valigia, un orologio, una macchina fotografica e una lanterna. Ognuno di questi, che ha un significato per Prato, a turno si illuminano e parte uno dei video legato appunto all’oggetto in questione. La lanterna rappresenta la presenza della comunità cinese a Prato. «Abbiamo voluto raccontare anche dal punto di vista critico quanto questa comunità ha influito nel cambiamento della città», ha detto Marini. Oppure l’orologio, l’idea del tempo per i pratesi, la loro dedizione al lavoro e al sacrificio, la nascita di Prato Expo e i dati del distretto contemporaneo. E poi le valigie che ricordano le ondate migratorie del Sud. Piace all’assessore alle politiche economiche Daniela Toccafondi questo modo di affrontare la storia: «Lo trovo – dice – un linguaggio più universale e ci fa capire quanto il museo sia vitale e lo dimostra utilizzando questi nuovi linguaggi».
Azelio Biagioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa