Attenzione
Le possibilità infinite della danza
Il Centro Pecci ospita la mostra del coreografo francese Jèrome Bel
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PRATO. La mostra 76’38’’+ infinito” del coreografo francese Jèrome Bel al Centro Pecci è stata presentata ieri mattina a palazzo Strozzi Sacrati di Firenze, ospiti dell’assessore alla cultura della regione Monica Barni, che ha sottolineato le positività dell’intreccio fra linguaggi diversi. Dopo è arrivato il saluto dell’assessore Simone Mangani, così come la presidente della Fondazione per le arti contemporanee in toscana Irene Sanesi. Per il direttore del museo Fabio Cavallucci la mostra di Bel «è il proseguo di una nuova politica culturale, iniziata con la mostra La fine del mondo, con la presentazione e l’acquisizione di azioni performative, che colloca il museo pratese fra i primi nel mondo in questo ambito». Il presidente del Teatro Metastasio Massimo Bressan ha ricordato la partecipazione di Jerome Bel a due edizioni di Contemporanea Festival, nel 2005 e nel 2015. La curatrice della mostra Antonia Alampi ha “spiegato” la mostra, con i diversi passaggi performativi in programma lungo i due mesi di programmazione, mentre il coreografo francese ha ricordato dove e quando le sue performance hanno segnato momenti i più significative come a Documenta 2012.
Alla scoperta della mostra. Innanzitutto il titolo, “76’38’’+ infinito” scelto dal coreografo francese Jèrome Bel per indicare la durata totale dei video allestiti nella sua prima mostra personale in uno spazio museale, da sabato 29 aprile al Centro Pecci fino al 25 giugno. Il titolo è quindi un avviso per i visitatori, per convincerli a seguire i video dall’inizio alla fine.
Il segno “infinito”è invece riferito alle innumerevoli possibilità della nuova danza, da seguire come un’opera senza fine, all’infinito appunto. Curata da Antonia Alampi l’evento vuole presentare un diverso approccio alla danza, perché i ballerini professionali e amatoriali parlano e sono co-autori delle loro opere coreografiche. Jèrome Bel definisce la mostra come “drammaturgia della dis-alienazione”, articolandolai in cinque opere chiave realizzate negli ultimi venti anni. La prima è Diaporama (1994-2017), uno slide-show per l’archivio in fieri di Bel, una collezione di immagini di strutture teatrali dei generi più vari, per illustrare lo sviluppo e le forme assunte dallo spazio teatrale nel mondo.
Nella seconda, Shirtology (1997/2015), è una riflessione sul ruolo del “brand” e della sua influenza determinante sulle nostre azioni quotidiane. La terza, Vèronique Doisneau (2004), è la storia delle condizioni di lavoro nella vita di una ballerina del corpo di ballo dell’Opera di Parigi. Invece nella quarta, Compagnia, Compagnia (2015) un corpo di ballo composto da non professionisti di ogni età, pratesi e della provincia di Firenze, demolisce gerarchie e convenzioni teatrali.
Infine Danzare come se nessuno stesse guardando (2017) è stata concepita per la mostra al Centro Pecci, con un ballo continuo per un/a solo/a ballerino/a al giorno, alla ricerca di un concetto di danza, senza gravità, desiderio, cultura e aspettative, una danza che “inghiotte” i suoi spettatori, ma che esiste anche senza di loro.
La performance “Compagnia, Compagnia”, verrà invece presentata ogni domenica, in due turni, alle 17 e alle 21. . In occasione della mostra, nei giorni 10 e 11 maggio, alle 21, verrà presentata in prima nazionale a Fabbrica Europa la piece Gala7, alla Stazione Leopolda di Firenze, una coproduzione tra Centro Pecci e Fabbrica Europa. La mostra è visibile fino al 25 giugno, con questo orario, martedì e mercoledì dalle 12 alle 20, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 12 alle 24. Chiuso il lunedì.
Riccardo Tempestini
Alla scoperta della mostra. Innanzitutto il titolo, “76’38’’+ infinito” scelto dal coreografo francese Jèrome Bel per indicare la durata totale dei video allestiti nella sua prima mostra personale in uno spazio museale, da sabato 29 aprile al Centro Pecci fino al 25 giugno. Il titolo è quindi un avviso per i visitatori, per convincerli a seguire i video dall’inizio alla fine.
Il segno “infinito”è invece riferito alle innumerevoli possibilità della nuova danza, da seguire come un’opera senza fine, all’infinito appunto. Curata da Antonia Alampi l’evento vuole presentare un diverso approccio alla danza, perché i ballerini professionali e amatoriali parlano e sono co-autori delle loro opere coreografiche. Jèrome Bel definisce la mostra come “drammaturgia della dis-alienazione”, articolandolai in cinque opere chiave realizzate negli ultimi venti anni. La prima è Diaporama (1994-2017), uno slide-show per l’archivio in fieri di Bel, una collezione di immagini di strutture teatrali dei generi più vari, per illustrare lo sviluppo e le forme assunte dallo spazio teatrale nel mondo.
Nella seconda, Shirtology (1997/2015), è una riflessione sul ruolo del “brand” e della sua influenza determinante sulle nostre azioni quotidiane. La terza, Vèronique Doisneau (2004), è la storia delle condizioni di lavoro nella vita di una ballerina del corpo di ballo dell’Opera di Parigi. Invece nella quarta, Compagnia, Compagnia (2015) un corpo di ballo composto da non professionisti di ogni età, pratesi e della provincia di Firenze, demolisce gerarchie e convenzioni teatrali.
Infine Danzare come se nessuno stesse guardando (2017) è stata concepita per la mostra al Centro Pecci, con un ballo continuo per un/a solo/a ballerino/a al giorno, alla ricerca di un concetto di danza, senza gravità, desiderio, cultura e aspettative, una danza che “inghiotte” i suoi spettatori, ma che esiste anche senza di loro.
La performance “Compagnia, Compagnia”, verrà invece presentata ogni domenica, in due turni, alle 17 e alle 21. . In occasione della mostra, nei giorni 10 e 11 maggio, alle 21, verrà presentata in prima nazionale a Fabbrica Europa la piece Gala7, alla Stazione Leopolda di Firenze, una coproduzione tra Centro Pecci e Fabbrica Europa. La mostra è visibile fino al 25 giugno, con questo orario, martedì e mercoledì dalle 12 alle 20, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 12 alle 24. Chiuso il lunedì.
Riccardo Tempestini
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