Il Tirreno

Prato

Emanuele e Marco, a luglio il fatidico sì in palazzo comunale

di Maria Lardara
Marco Ravaioli e Emanuele Bresci (foto Batavia)
◗
Marco Ravaioli e Emanuele Bresci (foto Batavia)

Emanuele Bresci e Marco Ravaioli, fondatori del comitato Gay e Lesbiche di Prato, raccontano la loro storia d'amore che tra pochi mesi avrà un riconoscimento ufficiale

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Si può dire che il loro “sì” se lo siano sudato davvero, a suon di piazze e manifestazioni. A partire da quel novembre 2007, quando in piazza del Comune andò in scena “Prato città aperta”: a convolare a nozze, quattro coppie omosessuali con tanto di taglio della torta nuziale ispirata alla torre Eiffel. L’ex consigliere comunale Leonardo Becheri suggellò i quattro matrimoni ma era tutta una provocazione organizzata dal comitato Gay e Lesbiche per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle coppie gay e lesbiche. Fra quelle quattro coppie c’erano anche loro, Emanuele Bresci e Marco Ravaioli, fondatori del comitato Gay e Lesbiche di Prato. Dieci anni dopo i due innamorati fanno sul serio: il loro fatidico “sì” al cospetto della legge sarà pronunciato il prossimo sabato 15 luglio, alle 11. Stavolta, niente scherzi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15253539:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2017/04/27/news/costume-come-cambiano-le-nozze-1.15253539]]

«Ci piacerebbe che a sposarci fosse una donna – fa sapere Emanuele - ma non abbiamo dato preferenze all’ufficiale di stato civile». Corsi e ricorsi della storia. La torta con la torre Eiffel tornerà in piazza ma stavolta ci sarà davvero da festeggiare. Cerimonia in salone consiliare, come per le grandi occasioni. E questa davvero lo è. Emanuele e Marco ci hanno messo sempre la faccia, esponendosi sempre in prima per i diritti delle coppie omosessuali. Come quando, sempre nel 2007, il comitato tappezzò la città di volantini con finti annunci di matrimonio fra due donne. S

abato scorso Emanuele e Marco sono stati in Comune per i fogli delle pubblicazioni e poi l’annuncio su Facebook: «Immaginiamo l'evento colorato, arcobaleno, informale e aperto a chiunque voglia partecipare assieme a noi». Hanno aspettato un po’, è vero, rispetto all’uscita della legge Cirinnà. Ma un matrimonio in grande stile non si organizza così dall’oggi al domani. «Una cerimonia in forma privata sarebbe stata più facile da organizzare», ammette Emanuele, classe 1974, maestro di scuola elementare. Ma c’è anche una motivazione più squisitamente politica. «Volevamo stare lontano dai riflettori del referendum. Insomma, non è che Renzi si sia svegliato un giorno pensando alla legge sulle unioni civili. La legge arrivava da lontano e c’è voluto un lungo percorso fatto di rivendicazioni in piazza per ottenere questo risultato. E non basta per il pieno riconoscimento dei nostri diritti».

L’amore tra Emanuele e Marco, anche lui insegnante (lavora in una scuola di italiano per stranieri), è sbocciato tredici anni fa. Galeotta fu una telefonata di Emanuele nel dicembre del 2004 a un’associazione fiorentina che si occupava di diritti del mondo Lgbt. All’epoca, non c’era una realtà di riferimento a Prato. Fu la voce di Emanuele a colpire subito Marco, dall’altra parte della cornetta. «Disse che gli era sembrata interessante fin da subito», rammenta Emanuele. Di lì a poco Cupido avrebbe scoccato le sue frecce. «Il nostro primo bacio? Nel quartiere di San Frediano. Era gennaio e faceva freddo». Nel 2009 inizia ufficialmente la convivenza sotto lo stesso tetto. Le rispettive famiglie accettano, e non era così scontato.

«Mio padre ci ricordava sempre nelle sue preghiere», racconta Emanuele. Babbo Carlo è venuto a mancare quattro anni fa ma Emanuele è sicuro che avrebbe gioito per questi fiori d’arancio con Marco tanto desiderati. «Festeggeremo in piazza del Comune con i nostri amici, parenti e con chi ci sostiene e ci ha sostenuto in tutti questi anni». Marco avrà come testimone di nozze la sorella, Emanuele sarà accompagnato da Aurora, militante del comitato. Cosa cambia con l’unione civile? «Finalmente avremo una tutela reciproca». E non è poco.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa