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Prato

Corteo, Bella Ciao e democrazia il 25 aprile di Prato 

Corteo, Bella Ciao e democrazia il 25 aprile di Prato 

La presidente Anpi: contro populismi e destre c’è la Costituzione Il sindaco richiama alla coerenza sui valori fondamentali  

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PRATO. Per Angela Riviello, presidentessa Anci, la piazza nella quale si festeggia la Liberazione «ha un carattere antifascista ineliminabile». Per il sindaco Matteo Biffoni, i valori del 25 aprile oltre che da condividere, al di là degli schieramenti politici, «sono il motore per fare un passo avanti». Festa di piazza, festa di ideali. Per il 72° anniversario della ritirata nazi-fascista dall’Italia, Prato ha risposto e ha partecipato. Tanti in piazza delle Carceri per il corteo, il passaggio in rassegna della rappresentanza delle Forze armate — primo uscita pubblica della nuova prefetta Rosalba Scialla — per la deposizione della corona ai piedi del monumento dei caduti. Tanti in piazza del Comune per il breve comizio.
“Bella Ciao”, tanto per evitare polemiche antiche, è stata suonata più volte e alla fine intonata dalla gente tra gli applausi. Meno coinvolgenti, come sempre, l’Inno di Mameli — canticchiato da pochi — il Silenzio e la Canzone del Piave, solo ascoltati. Pochi i “fuori programma”, uno solo, dietro le quinte: all’ingresso della Basilica di Santa Maria delle Carceri qualcuno se l’è presa con un ragazzo che sventolava la bandiera del Pci, rossa e con falce e martello. Hanno litigato, sono volante parole grosse. Li hanno subito divisi. Il resto della mattinata è corso via liscio.
Pungente Riviello durante l’intervento nel punto in cui ha affermato che «non viviamo in una democrazia compiuta» e che «dobbiamo marciare uniti per realizzarla fino in fondo». Giudizio pesante sui partiti: «Arroganti e autoreferenziali» a sinistra; con una forte propensione al populismo in casa 5 Stelle e a destra. «Destra che rialza la testa — ha detto Riviello — un pericolo che bisogno saper riconoscere». L’àncora per frenare il tracollo dei valori c’è, secondo la presidente Anpi: «È la Costituzione». «Costituzione che è un perimetro da condividere — ha detto Biffoni — e chi non ci sta non è nostro amico». Per il sindaco fare un passo avanti significa, in particolare, trovare una coincidenza sui alcuni ideali fondamentali «che superano gli schieramenti».
«Vogliamo affermare — ha detto — che la salvaguardia della vita degli uomini sta sopra ogni altra cosa o vogliamo fare dei distinguo? » «Vogliamo dire che è di sinistra, molto di sinistra, tutelare i più deboli? » E ancora: «Vogliamo dire che proprio in questa piazza, nella quale ci misuriamo sui valori, siamo chiamati a essere coerenti? » (c. o.)

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