Al grido di "Allah è grande" tenta di aggredire un carabiniere
In manette un diciottenne marocchino che ha dato in escandescenze durante un controllo al Comando provinciale di via Picasso
PRATO. Al grido di "Allahu Akbar" (Allah è grande) un diciottenne marocchino, Anas Rakaoui, ha tentato di colpire un carabiniere con un pezzo di vetro ed è stato arrestato per resistenza all'interno del Comando provinciale di via Picasso. L'episodio è avvenuto nella mattinata di martedì 25 al termine della procedura di identificazione alla quale il giovane era sottoposto dopo un controllo per strada nel corso del quale era stato trovato in possesso di una modica quantità di hashish.
Erano le 4 di mattina quando il diciottenne è stato fermato da una pattuglia del Nucleo radiomobile e portato in caserma per l'identificazione. Le operazioni sono filate lisce fin quasi alla fine, quando il giovane si è agitato e ha preso una lametta che teneva nascosta in bocca, con la quale ha iniziato a ferirsi. Poi ha colpito con una testata un quadretto appeso alla parete e con una scheggia di vetro, urlando Allahu Akbar, si è avvicinato a un carabiniere che lo ha neutralizzato con lo spray al peperoncino. Sono stati attimi di grande trambusto nella stanza, fino a quando il giovane è stato accompagnato in ospedale e arrestato.
Nella mattinata di oggi, 26 aprile, difeso dall'avvocato Giuseppe Nicolosi, il diciottenne è comparso davanti al giudice per la convalida del fermo e si è scusato per il suo comportamento. "Chiedo scusa - ha detto - Non mi rendevo conto di quello che stavo facendo". Il giudice ha convalidato il fermo e ha disposto per il diciottenne l'obbligo di firma in attesa del processo per direttissima, fissato tra un paio di mesi.
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