Sicurezza
Solo in trenta per tutelare ambiente e salute pubblica
Prato, quattro Corpi impegnati negli stessi compiti ma con carichi di lavoro in aumento. Lo strano caso delle Guardie volontarie: sospese e con i mezzi requisiti
PRATO. Polizia provinciale, Gav, Forestale, il nucleo di polizia municipale. Tanti corpi diversi che si occupano della stessa materia: la tutela ambientale. C’è da stare tranquilli? No, perché, nonostante la frammentazione, si tratta di una trentina di unità in tutto e con carichi di lavoro costantemente in aumento. Vediamo cosa accade a Prato e provincia, territorio sul quale le emergenze ambientali sono ormai quotidiane.
Forestale. Nati nel 1905, poi militarizzati nel 1926, di nuovo civili e ancora una volta militari. Cosi gli agenti della Forestale sono diventati carabinieri con la riforma di un anno fa della ministra Madia. Oggi, infatti, fanno parte del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri (Cutfaa), che si aggiunge al Noe (Nucleo operativo ecologico del carabinieri), formato nel 1986. Due articolazioni dello stesso Corpo che si occupano di tutela ambientale, ma anche di polizia giudiziaria.
A Prato, il comando provinciale e la stazione dei carabinieri forestali è in via Galcianese (ex caserma dei vigili del fuoco), con una forza di 15 persone fra ufficiali, sottufficiali e agenti. Il presidio di Cantagallo, una piccola stazione aperta solo pochi mesi fa, conta due sole persone in servizio anche se il piccolo distaccamento è importante sul piano operativo. Con la riforma, non hanno più il compito della sorveglianza antincendio boschivo rimasta ai vigili del fuoco. L’impegno maggiore riguarda il lavoro sui reati ambientali: la difesa del patrimonio agro-forestale, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, il controllo sulla sicurezza della filiera agroalimentare e il contrasto alle ecomafie. Il primo aprile scorso è stato bandito il primo concorso nazionale per l’assunzione 167 carabinieri forestale. Chissà che non ne arrivi qualcuno anche a Prato.
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Polizia municipale. Negli ultimi anni si è sviluppato un nucleo specializzato sulla tutela ambientale. Sotto il comando di un ufficiale, il nucleo è composto da alcuni agenti e ispettori. Il compito specifico, a Prato, è quello dei controlli ogni quindici giorni — assieme al gruppo interforze — delle aziende del distretto in prevalenza a conduzione straniera. Altro settore che ha richiesto un aumento di forze negli ultimi anni è quello relativo al contrasto del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Tra i “sacchi neri” lasciati in strade, campi e parchi e gli errori nel conferimento dei sacchi della che soprattutto in centro storico sono frequenti, il nucleo della municipale si sta rivelando particolarmente importante per la tutela della salute delle persone e del territorio.
Gav.
Anche se l’assessore all’ambiente Filippo Alessi, ne aveva annunciato un ritorno in scena, le Guardie ambientali volontarie sono operano più. Istituite con una legge nazionale e una successiva regionale, per 11 anni hanno lavorato su Prato e provincia con un’azione di supporto dei corpi di polizia, e con un impegno tutt’altro che leggero. Nel solo 2016 hanno effettuato 5000 ore di servizio con 13 volontari, pattugliamenti diurni e notturni, elevando migliaia di euro di multe a fronte di un costo pubblico che — come dice Mario Gargini vicecomandante delle Gav — non è arrivato a 5mila euro l’anno. Ma non è finita. Quest’anno, la Provincia ha ritirato i mezzi delle Gav (alcune land rover) rendendo di fatto impossibile il lavoro di pattugliamento. Ad oggi la Regione non ha rinnovato la convenzione con le guardie volontarie. «Situazione sconcertante — afferma Gargini — per anni abbiamo fatto un lavoro intenso nel controllo del territorio, arrivando ad avere anche due pattuglie in servizio di notte. Poi, evidentemente per una scelta politica, ci hanno tolto la convenzione. Preciso che siamo tutti volontari a costo zero». Per ora, quindi, il lavoro della Gav è sospeso, per il futuro chissà.
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Polizia provinciale. Costituita fra il 1992 e il 1995, con la riforma Del Rio e il tentativo di cancellare le Province, si è temuto che la polizia provinciale venisse destituita e il personale destinato in altre amministrazioni pubbliche. Di fatto, invece, ad oggi la Polizia provinciale mantiene il suo comando e la sua operatività su tutto il territorio provinciale, con 9 persone che lavorano su turni sette giorni su sette. Compito specifico della polizia provinciale è quello della tutela ambientale e venatorio-faunistica e delle acque, sull’intero territorio provinciale. Particolarmente attiva sul fronte dell’antibracconaggio (l’Italia è sotto infrazione da parte dell’Unione europea per un contrasto al fenomeno ancora non troppo deciso) e nella lotta all’inquinamento delle falde acquifere e degli scarichi, la Polizia provinciale copre il territorio molto vasto ma con un numero esiguo di persone.
In sostanza, a Prato e provincia, sono circa trenta le unità, divise fra corpi di polizia civili e militari, che si occupano della tutela dell’ambiente e della salute pubblica, con differenti specificità.
Le Gav, attualmente in stand by, potrebbero supportare un’attività di controllo che si rende sempre più impegnativa, anche sul piano normativo. Ma i numeri parlano chiaro: sono troppo pochi e con un carico di lavoro costantemente in crescita. C’è da chiedersi se sia stata una scelta dettata solo dalla necessità di risparmiare soldi pubblici.
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