Sicurezza
Svaligiano la pasticceria e fuggono su una Panda rossa
I ladri hanno sfondato l'ingresso con un tombino e mentre suonava l'allarme hanno portato via il registratore di cassa e i soldi
PRATO. Per i titolari del bar-pasticceria “Maurizio”, una delle più storiche di Prato, la sveglia sabato 22 aprile è suonata prima del solito. Levataccia nel cuore della notte, ma non per andare a sfornare i dolci e le golosità di sempre in via San Martino per Galceti, com’è da oltre quarant’anni: il messaggio di un poliziotto amico, di passaggio lungo quella strada intorno alle tre e mezza di notte, li avvertiva che la porta principale del loro locale era stata sfondata.
Erano entrati due ladri incappucciati, facendo scattare l’allarme: la loro mano è stata però più rapida a portar via il registratore e il fondo cassa. A mezzanotte e mezza, come documentato dalle telecamere in dotazione all'esercizio, i due malviventi, fuggiti poi a bordo di una Panda rossa come racconteranno in seguito alcuni vicini affacciati alla finestra, avevano sfondato la porta d'ingresso a vetri con un tombino. «Meno male che non c’era l’incasso ma così non si vive più - denuncia Vania Signorini, titolare della pasticceria insieme ad altri due soci -
E meno male che lo abbiamo saputo a distanza di poche ore altrimenti stavamo tutta la notte con il negozio aperto. Prima di Natale abbiamo subito un altro furto, ormai questo quartiere è preso di mira. Ieri (due giorni fa, ndr) è toccato a Maliseti, ora la zona Nord. Mi piacerebbe che il sindaco spendesse qualche parola sulla sicurezza dei suoi cittadini anziché farsi i selfie durante la maratonina».
Vania è arrabbiata, sfogandosi con parole dure anche sul suo profilo Facebook mentre il danno potrebbe ammontare complessivamente intorno al migliaio di euro. Ma, al di là degli effetti sul portafoglio, è la recidività dell’evento a esasperare chi tutti i giorni si alza per andare a lavorare. Tre mesi fa, i ladri s’erano intrufolati scardinando con un piede di porco la porta che s’affaccia sulla via laterale della pasticceria. E anche in quel caso nel bottino c’era il registratore di cassa.
Quella fra venerdì e sabato è stata comunque una notte molto operosa per i ladri che si sono fatti vivi anche alla chiesa di Galcetello, dove il parroco ha trovato segni di forzatura della porta: pericolo scampato grazie alla presenza di parrocchiani dentro la chiesa proprio in quel momento. Se non c’è pace per i luoghi della religione, figuriamoci per i commercianti nella zona di Villa Fiorita, tanto per rimanere nei paraggi. Tre settimane fa, alcuni ignoti hanno fatto un'irruzione notturna alla gelateria “Al Bacio” forzando la porta principale e, anche in quel caso, portando via l’incasso della giornata. «Era la prima volta che ci succedeva in otto anni d’attività – sottolinea il titolare Massimo Magazzini – In ogni caso non credo che i problemi d’insicurezza siano da imputare al sindaco anche se su questo tema non dobbiamo abbassare la guardia».
A chiedere a gran voce che il primo cittadino ceda la delega della sicurezza è il capogruppo in consiglio comunale di “Prato libera e sicura”, Aldo Milone: «Dopo i continui furti che hanno esasperato non solo i residenti di Maliseti ma anche di altre zone della città, credo che sia giunto il momento che il sindaco Biffoni ceda la delega alla sicurezza ad altri. Ha dimostrato tutta la sua incapacità e incompetenza nel gestire tale delega in una città come Prato. Il suo amico Renzi è venuto a Prato a farsi un selfie e a correre la maratonina invece di rinforzare gli organici delle Forze di Polizia locali quando ricopriva la carica di presidente del Consiglio dei Ministri».
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