Il Tirreno

Prato

i pranzi del 25 aprile 

Grigliate e menù veg botta e risposta fra Anpi e animalisti

PRATO. Mentre iniziano i festeggiamenti del 25 aprile - ieri l’apertura di una mostra nei locali della Provincia e un raduno davanti alla sede Anpi di piazza San Marco - continua il botta e risposta...

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PRATO. Mentre iniziano i festeggiamenti del 25 aprile - ieri l’apertura di una mostra nei locali della Provincia e un raduno davanti alla sede Anpi di piazza San Marco - continua il botta e risposta fra organizzatori dei pranzi per la festa della Liberazione e gli animalisti sulla questione delle grigliate o menù vegani. Se ne rammarica Angela Riviello, presidente dell’Anpi provinciale, che scrive: «In genere purtroppo, non riusciamo a fare notizia delle nostre tante iniziative; ma in questo periodo non ci possiamo lamentare: Anpi è all’onore della cronaca spesso anche nostro malgrado. Sinceramente però, per il 25 aprile, avremmo preferito che la Liberazione fosse protagonista del dibattito, onorata e rispettata come merita e com’è giusto che sia». «È una ricorrenza importante, che oggi viene oscurata da polemiche incomprensibili, ma noi di Anpi non ci scoraggiamo, e continuiamo la Resistenza». «Invito infine tutti - conclude Riviello - onnivori, vegetariani e vegani al pranzo del partigiano, ampiamente pubblicizzato da quest’ultimi, che ringraziamo; sarà l’occasione per conoscerci meglio e tollerare di più, se possibile».
Replica invece a Giorgio Mariotti dell’Arci Borgonuovo la consigliera Lida (Lega italiana dei diritti dell'animale, Paola Re: «Una risposta può essere limitata, insoddisfacente, non condivisibile, addirittura sgradevole ma credo sia doverosa, soprattutto da parte di un’associazione, perché una risposta valorizza la dedizione a una causa e mi fa piacere che Arci Borgonuovo abbia valorizzato la mia. Non ho dubbi che voi siate “attenti e sensibili alle esigenze di vegetariani e vegani” mostrando l’elenco delle serate veg organizzate dal vostro circolo, ma il punto non è questo. Non si chiede che siate attenti alle esigenze gastronomiche di chi non mangia gli animali ma alle esigenze degli animali stessi che non vogliono morire per diventare cibo».
«Lei scrive: “Riteniamo però che ciò non voglia dire escludere” - prosegue - senza capire che voi escludete gli animali dal mondo: li uccidete per fare una festa e ciò per me è inaccettabile. Non c’è Resistenza che tenga davanti a questo olocausto animale. Considerato che lei scrive: “Aggiungo inoltre che abbiamo in programma di presentare al circolo il libro di denuncia contro gli allevamenti intensivi scritto dalla mia amica Giullia Innocenzi”, le faccio una richiesta: mostri alla sua amica la mia lettera e le chieda che cosa ne pensa e magari di scrivere il suo parere anche a me. Mi farebbe molto piacere leggerlo».
A proposito dei costi del menù, Paola Re replica che «la vita degli animali non ha un prezzo. Voi non servite in tavola una “cosa” ma un “chi”. Gli animali sono esseri senzienti e se considera un “chi” il suo animale domestico, è doveroso, proprio ispirandosi ai princìpi di uguaglianza cari all’Arci considerare un “chi” anche il maiale».

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