Gioco
Animalisti all’attacco dell’“arista partigiana” al circolo Borgonuovo
Paola Re di Lida “bacchetta” Arci e Anpi per il menù del 25 aprile La risposta: «Sensibili alla questione, ma sappiamo quel che facciamo»
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PRATO. Dopo la battaglia pasquale contro l’uccisione degli agnelli, il movimento animalista lancia un attacco “all’arista partigiana”. Ad andarci di mezzo, questa volta, sono Anpi e Arci “colpevoli” di aver organizzato, per la festa della Liberazione, il 25 aprile, un pranzo del partigiano al circolo Borgonuovo il cui piatto forte è a base di maiale, l’arista appunto.
A mettere “nero su bianco” i motivi del dissenso è Paola Re, consigliera della Lega Italiana dei diritti dell’animale, che in una lunga lettera oltre a spiegare di aver appreso del menù (crostini, pasta la forno, arista con patate, insalata, dolce, caffè, prezzo 18 euro), dalla locandina che promuove l’appuntamento, “bacchetta l’Arci, in particolare che «si guarda bene dal prendere le distanze da allevamento, macello, caccia e pesca. Mi chiedo che cosa ci sia di dignitoso nell’uccisione e nella macellazione di animali per fare una festa». E ancora: «Credo che la solidarietà — prosegue Re — valore caro all’Arci, non sia a senso unico, quindi bisogna iniziare a guardarsi intorno, aprendosi a una visione più ampia della vita animale. Non può esserci libertà dove esiste prevaricazione e scegliere come nutrirsi è la scelta più semplice che può diventare la più rivoluzionaria».
Accuse che il circolo Arci Borgonuovo non ha fatto cadere nel silenzio e alle quali ha replicato Giorgio Mariotti, uno dei responsabili del circolo. In sostanza Borgonuovo sostiene due cose: la prima, di aver organizzato, in altre occasioni, tanti pranzi vegetariani; la seconda: visto che a fare l’investimento è il circolo, ha anche il diritto di scegliere la tipologia di cibi e di conseguenza il prezzo del menù.
«Noi siamo attenti e sensibili alle esigenze di vegetariani e vegani — afferma Mariotti — e siamo aperti alle esigenze degli animali. Riteniamo però che ciò non voglia dire escludere».
Anzi, per confermare la propensione “animalista” Mariotti annuncia che è al circolo è in programma la presentazione dell libro di denuncia contro gli allevamenti intensivi di Giulia Innocenzi.
«Il menù — prosegue — è stato concordato sulla base di costi. E dato che i soldi li mettiamo noi, se permettete, sappiamo noi cosa possiamo fare in base all’attrezzatura e ai prezzi da fare e cosa è meglio servire, ascoltando chi lavora in cucina. Se ci viene comunicato prevediamo sempre un’alternativa vegetariana».
E la conclusione: «Se pensavate — dice Mariotti rivolto agli animalisti in generale — di criticarci in modo pregiudiziale, pensando che non fossimo attenti al rispetto del mondo animale, senza neanche conoscerci, avete proprio sbagliato circolo».
A mettere “nero su bianco” i motivi del dissenso è Paola Re, consigliera della Lega Italiana dei diritti dell’animale, che in una lunga lettera oltre a spiegare di aver appreso del menù (crostini, pasta la forno, arista con patate, insalata, dolce, caffè, prezzo 18 euro), dalla locandina che promuove l’appuntamento, “bacchetta l’Arci, in particolare che «si guarda bene dal prendere le distanze da allevamento, macello, caccia e pesca. Mi chiedo che cosa ci sia di dignitoso nell’uccisione e nella macellazione di animali per fare una festa». E ancora: «Credo che la solidarietà — prosegue Re — valore caro all’Arci, non sia a senso unico, quindi bisogna iniziare a guardarsi intorno, aprendosi a una visione più ampia della vita animale. Non può esserci libertà dove esiste prevaricazione e scegliere come nutrirsi è la scelta più semplice che può diventare la più rivoluzionaria».
Accuse che il circolo Arci Borgonuovo non ha fatto cadere nel silenzio e alle quali ha replicato Giorgio Mariotti, uno dei responsabili del circolo. In sostanza Borgonuovo sostiene due cose: la prima, di aver organizzato, in altre occasioni, tanti pranzi vegetariani; la seconda: visto che a fare l’investimento è il circolo, ha anche il diritto di scegliere la tipologia di cibi e di conseguenza il prezzo del menù.
«Noi siamo attenti e sensibili alle esigenze di vegetariani e vegani — afferma Mariotti — e siamo aperti alle esigenze degli animali. Riteniamo però che ciò non voglia dire escludere».
Anzi, per confermare la propensione “animalista” Mariotti annuncia che è al circolo è in programma la presentazione dell libro di denuncia contro gli allevamenti intensivi di Giulia Innocenzi.
«Il menù — prosegue — è stato concordato sulla base di costi. E dato che i soldi li mettiamo noi, se permettete, sappiamo noi cosa possiamo fare in base all’attrezzatura e ai prezzi da fare e cosa è meglio servire, ascoltando chi lavora in cucina. Se ci viene comunicato prevediamo sempre un’alternativa vegetariana».
E la conclusione: «Se pensavate — dice Mariotti rivolto agli animalisti in generale — di criticarci in modo pregiudiziale, pensando che non fossimo attenti al rispetto del mondo animale, senza neanche conoscerci, avete proprio sbagliato circolo».
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