Sicurezza
Fondazione Cassa, ecco a chi sono andati i contributi
Prato, la presidente Romagnoli ha annunciato di candidarsi per il bis assieme ai sei componenti eletti del comitato d’indirizzo
PRATO. «Mi candido per un secondo mandato, per portare a termine il processo di rinnovamento della Fondazione e i tanti progetti avviati in questi tre anni e mezzo, non ancora conclusi». Fabia Romagnoli, presidente uscente della Fondazione Cassa di Risparmio, ufficializzando la volontà sua e degli altri sei componenti eletti del Comitato di Indirizzo (Emilio Riva, Domenico Mazzone, Gianmarco Piacenti, Franco Bini, Guido Moradei e Gennaro Berardomo) di puntare al bis - l’assemblea oggi alle 18 - ha fatto il bilancio della gestione iniziata nell’ottobre del 2013.
E in ossequio al nuovo corso che punta anche a una maggiore trasparenza, forse per la prima volta, i vertici della Fondazione hanno presentato il resoconto dei finanziamenti erogati nel triennio. Si tratta di 5 milioni 352.000 euro dal 2014 fino al 2016, con 2 milioni 104.000 euro il primo anno; un milione 935.000 euro il secondo; un milione 312.000 euro nel 2016 e un milione 200.000 euro nel 2017 (cifra però non conteggiata nelle erogazioni totali). «In una fase storica - ha detto Romagnoli - nella quale sono venuti e mancare i contributi di istituzioni (Provincia) e enti (Camera di Commercio), il sostegno della Fondazione si è rivelato fondamentale».
Case per la “zona grigia”.La novità - e forse il progetto di maggior impatto sociale - riguarda l’acquisto da parte della Fondazione di 2 milioni di euro di quote del Fondo housing sociale toscano, grazie ai quali «con la leva generata da Cassa Depositi e Prestiti - ha spiegato Romagnoli - si produrrà un valore sul territorio di 6 milioni di euro con i quali verranno realizzati 60 appartamenti da destinare a quella zona grigia della popolazione, troppo ricca per poter accedere alle case popolari, troppo povera per sostenere affitti a prezzo di mercato». Dove gli appartamenti verranno fatti è ancora da decidere.
Tutti i finanziamenti. Nel settore dell’istruzione e della formazione, la Fondazione nel triennio 2014-2016 ha erogato 447mila euro al Pin; 403.000 euro alla Camerata Strumentale per sostenere il “Progetto scuole”; 320.000 euro all’Istituto di storia economica Datini; 268.000 euro al Museo del Tessuto «per la valorizzazione della produzione tessile antica e moderna»; 190.000 euro al Metastasio finalizzati alla produzione 2016 della Medea; altri 60.000 euro sono andati alle 4 borse di studio per l’ingresso di altrettanti studenti nel liceo internazionale d’eccellenza “Rondine, Cittadella della pace”e 55.000 a Arteinscena, la scuola di musical del Politeama.
Sul fronte dei settori arte e beni culturali, un contributi di 325.000 euro in tre anni l’ha ricevuto la Biblioteca Roncioniana per gli interventi di adeguamento antincendio della struttura e per alcuni restauri; 120.000 euro alla chiesa di San Francesco, per interventi interni e restauro dei tetti; 90.000 euro al Conservatorio di San Niccolò per il rifacimento della facciata; 85.000 euro alla cattedrale Santo Stefano per il restauro del campanile e del pulpito di Donatello.
Infine il settore sociale: 180.000 euro all’Emporio della Solidarietà della Caritas e 460.000 euro suddivisi tra l’assessore al Sociale del Comune per il sostegno al disagio abitativo (350.000 euro) e il finanziamento all’associazione il Casolare della Caritas per la casa- famiglia (110.000 euro).
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Varie ed eventuali. Tra le “vari ed eventuali”, la Fondazione ha acquistato una delle opere del Pecci, presentate nella mostra “La fine del mondo”, “Break Throught two” di Hirschhorn (non si sa però a che prezzo); ha contribuito all’organizzazione della visita di Papa Francesco, non si sa con quale cifra; ha finanziato con 500.000 euro il Fondo Santo Stefano (insieme alla Diocesi) per sostenere il microcredito e ha aderito con 45.000 euro (con i crediti di imposta si arriva a 260.000 euro) al progetto nazionale promosso dell’Acri (l’Associazione delle fondazioni e Casse di Risparmio)e governo contro l’abbandono scolastico (per adolescenti) e per il sostegno delle famiglie bisognose nelle spese scolastiche (per bambini da 0 a 6 anni). «A questo progetto - ha concluso Romagnoli - finanziato a livello nazionale per complessivi 120 milioni, hanno partecipato diversi enti del territorio. Le risorse verranno assegnate tramite bandi. E’ necessario incentivare progettualità e partecipazione».(c.o.)
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