Sicurezza
«Imprenditori, investite nel turismo»
L’assessore Toccafondi torna sulla flessione delle presenze: «La lettura dei numeri è più complessa»
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PRATO. L’assessore al turismo e attività produttive Daniela Toccafondi non ci sta. Non ci sta a liquidare i numeri dell’Ufficio del Turismo, utilizzati da Federalberghi, come la “fotografia” del declino turistico di una città che invece si sforza di investire nel settore. L’indagine 2016 parla di 35. 000 presenza in meno rispetto all’anno precedente.
«Certo i numeri sono quelli — afferma Toccafondi — ma la loro lettura è più complessa: due alberghi hanno chiuso, Flora e Palace e di sicuro la mancanza di queste strutture ha influito sul numero delle presenze. Non solo — prosegue — i dati non rilevano differenze tra pernottamenti per turismo e per lavoro: se per la crisi del tessile sono diminuiti gli accessi negli alberghi di persone che a Prato venivano per affari, è un dato che non si riesce a leggere. Infine bisogna fare un riflessione sull’aumento dei flussi nelle strutture non collegate a Federalberghi, mi riferisco a bed and breakfast, affittacamere e l’attività spontanea legata, per esempio, ad Airbnb. Per questo abbiamo inviato i numeri a enti in grado di fare un’analisi più completa». Toccafondi è chiara: «Il Comune sta investendo moltissimo per sviluppare il settore turistico e non solo. Mi riferisco al progetto della Manifattura del Cinema (in Santa Caterina ndr) che attirerà un grande flusso di persone e le varie collaborazioni con alcune università straniere che porteranno a Prato studenti, insegnati e genitori degli studenti. Mi rivolgo agli imprenditori locali — continua — e li invito a investire in un settore che garantisce potenzialità enormi». L’assessore al turismo definisce l’unione tra Federalberghi Prato con l’omologa associazione fiorentina, annunciata dal presidente Rodolfo Tomada, «una benedizione. Sono felicissima di questa aggregazione — prosegue — tra due forze che si equivalgono e che possono aiutarsi vicendevolmente». Secondo Toccafondi che definisce il turismo a Prato «lento e stanziale, con un attrattore forte nell’arte contemporanea ma da collegare alle turismo ambientale della Vallata e a quello del vino sulle colline Medicee», il “patto” con Firenze «servirà a entrambe le realtà: le strutture ricettive del capoluogo esplodono e Prato può essere una validissima alternativa». (c. o.)
«Certo i numeri sono quelli — afferma Toccafondi — ma la loro lettura è più complessa: due alberghi hanno chiuso, Flora e Palace e di sicuro la mancanza di queste strutture ha influito sul numero delle presenze. Non solo — prosegue — i dati non rilevano differenze tra pernottamenti per turismo e per lavoro: se per la crisi del tessile sono diminuiti gli accessi negli alberghi di persone che a Prato venivano per affari, è un dato che non si riesce a leggere. Infine bisogna fare un riflessione sull’aumento dei flussi nelle strutture non collegate a Federalberghi, mi riferisco a bed and breakfast, affittacamere e l’attività spontanea legata, per esempio, ad Airbnb. Per questo abbiamo inviato i numeri a enti in grado di fare un’analisi più completa». Toccafondi è chiara: «Il Comune sta investendo moltissimo per sviluppare il settore turistico e non solo. Mi riferisco al progetto della Manifattura del Cinema (in Santa Caterina ndr) che attirerà un grande flusso di persone e le varie collaborazioni con alcune università straniere che porteranno a Prato studenti, insegnati e genitori degli studenti. Mi rivolgo agli imprenditori locali — continua — e li invito a investire in un settore che garantisce potenzialità enormi». L’assessore al turismo definisce l’unione tra Federalberghi Prato con l’omologa associazione fiorentina, annunciata dal presidente Rodolfo Tomada, «una benedizione. Sono felicissima di questa aggregazione — prosegue — tra due forze che si equivalgono e che possono aiutarsi vicendevolmente». Secondo Toccafondi che definisce il turismo a Prato «lento e stanziale, con un attrattore forte nell’arte contemporanea ma da collegare alle turismo ambientale della Vallata e a quello del vino sulle colline Medicee», il “patto” con Firenze «servirà a entrambe le realtà: le strutture ricettive del capoluogo esplodono e Prato può essere una validissima alternativa». (c. o.)
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