Italia
La Consulta degli studenti raccoglie 350 scatoloni di alimenti per i poveri
Prato. Rispetto all'anno scorso, nel 2017 la raccolta è aumentata del 40%, i prodotti andranno all'Emporio della solidarietà e alla mensa dei poveri
PRATO. Trecentocinquanta scatoloni pieni di prodotti alimentari (ma non solo) destinati all'Emporio della solidarietà e alla mensa dell'associazione “Giorgio La Pira”. E' il frutto della raccolta promossa dalla Consulta provinciale degli studenti che ha dimostrato come anche i ragazzi siano attenti ai bisogni di chi è meno fortunato. L'iniziativa era partita nel 2016 e quest'anno la raccolta è aumentata del 40%.
Hanno aderito scuole di ogni ordine e grado in cinque comuni del territorio pratese che nell'arco di una settimana hanno raccolto dalla pasta ai biscotti fino al detersivo che serve ai volontari per lavari i piatti di quanti mangiano alla mensa di via del Carmine. A coordinare il lavoro la referente della consulta provinciale degli studenti Elisabetta Faggi che sottolinea l'impegno dei ragazzi: “E' stato bello – afferma – sapere che i più piccoli sono stati accompagnati dai genitori a comprare qualcosa che sarebbe stato donato all'Emporio o alla mensa. E poi gli alunni più grandi che hanno portato prodotti da offrire, con un gesto che tutti possono fare".
“E' andata benissimo – aggiunge Elena Pieralli presidente dell'associazione La Pira – Molto meglio di quando l'iniziativa è partita nel 2016 anche se abbiamo ancora un po' di detersivo dalla raccolta dello scorso anno”. Umberto Ottolini è il coordinatore dell'Emporio della solidarietà ed è soddisfatto della generosità dei ragazzi: “In pochi giorni – afferma – questi studenti hanno raccolto davvero tante cose che sono state messe all'interno di scatole che avevamo portato e che poi i nostri volontari sono andati a prendere con dei furgoncini”.
Due realtà pratesi, l'Emporio e la mensa, che silenziosamente lavorano ogni giorno per aiutare chi è in difficoltà: l'Emporio lo scorso anno ha fornito 1000 tessere famiglie e 150 per i neonati, che hanno bisogno di un altro tipo di alimentazione. Per quanto riguarda la mensa dei poveri nel 2016 si sono registrati diecimila pasti in meno rispetto all'anno prima, dovuti al calo di presenze di orientali anche se i fruitori del servizio restano per la maggior parte stranieri.
“Persone – dice Pieralli – che non hanno niente. Gente che magari vediamo una solta volta e poi non torna perché va altrove. Poi ci sono quelli che non hanno un alloggio e utilizzano il nostro dormitorio. Lo scorso anno abbiamo dato ospitalità a 6000 persone”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
