Il Tirreno

Prato

Alice e Pane & Rose: nasce il colosso delle cooperative sociali

di Maria Lardara
La presentazione di "Tessuti sociali"
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La presentazione di "Tessuti sociali"

Le due società hanno firmato un contratto di rete d'impresa che in futuro potrebbe portare alla fusione. Insieme danno lavoro a 550 persone con un fatturato di 12 milioni di euro

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PRATO. Una ha quasi quarant’anni di vita, l’altra spegnerà nel 2018 venti candeline. Tutte e due rappresentano in città un pilastro dei servizi alla persona, sia in campo educativo che assistenziale, insieme creano occupazione declinandola principalmente al femminile. Uno s’aspetta che questi due “big” della cooperazione si facciano la concorrenza in casa propria e invece no, in questo caso hanno deciso di convolare a nozze insieme. Tecnicamente quello che le coop Alice e Pane & Rose hanno sottoscritto è un contratto di rete d’impresa, il primo a Prato riguardante la realtà della cooperazione: una vera e propria aggregazione che potrebbe portare, in futuro, a una fusione tra le due coop che danno lavoro insieme a 550 persone e che nel 2016 hanno archiviato un fatturato complessivo di oltre 12 milioni di euro.

«Invece che competere, vogliamo cooperare e condividere», sottolineano Gianna Mura e Marco Paolicchi, rispettivamente presidente di “Alice” e “Pane & Rose”. Per battezzare il nuovo soggetto, che non ha ancora valenza giuridica, è stato scelto un nome in omaggio a Prato e al suo legame con il tessile: “Tessuti Sociali” rappresenta così la scommessa di due grandi coop che da anni si occupano di disabili, anziani, minori, salute mentale, prima infanzia, tossicodipendenze, donne in difficoltà e accoglienza migranti. E che decidono di unire le loro forze per essere più competitive e lanciarsi nella sperimentazione di servizi nuovi, come i centri 0-6 anni per la prima infanzia favoriti dalla riforma Buona Scuola e la formula del cohousing come esperienza di residenzialità innovativa per gli anziani. Razionalizzate alcune funzioni, anche se le due coop continueranno a camminare ciascuna con gambe proprie.

«L’ufficio progettazione e sviluppo sarà unico così come quello che si occupa di selezione e formazione», spiega la presidente della coop Alice Gianna Mura. E c’è da dire che con la crisi del tessile che ha costretto tante persone a reinventarsi una professionalità nel sociale con un’adeguata formazione, le due cooperative ricevono quotidianamente una montagna di curricula. Il core business di “Tessuti Sociali” si concentrerà ovviamente a Prato e zone limitrofe con un occhio di riguardo per quei bandi regionali che premiano soprattutto le aggregazioni. E se è vero che l’unione fa la forza, le due coop pratesi vogliono dimostrarlo aprendo anche alla collaborazione con altri soggetti del terzo settore, piccole coop sociali del territorio che ieri mattina, 12 aprile, hanno voluto salutare la nascita del nuovo soggetto durante la presentazione al Museo del Tessuto.

Si può pensare che l’aggregazione sia stata dettata solo da esigenze di risparmio, in tempi in cui nel sociale non si naviga certo nell’oro, ma è anche vero che razionalizzando alcune funzioni le coop possono meglio reinvestire i propri utili in servizi. Uno dei temi di maggiore interesse è quello del welfare aziendale che non consiste soltanto nell’offrire servizi ai propri soci, come sconti su rette del nido o assistenza anziani. «Si tratta di un’opportunità di sviluppo anche per offrire servizi ad altre imprese. Ormai – fa notare Paolicchi di Pane & Rose – il mondo tradizionale delle gare sta cambiando pelle e le cooperative non possono pensare di vivere solo sull’aggiudicazione di un appalto».

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