Il Tirreno

Prato

Vuole casa e soldi  settantenne minaccia le assistenti sociali 

Vuole casa e soldi  settantenne minaccia le assistenti sociali 

L’uomo ha anche rotto un vetro degli uffici di via Roma poi si è sentito male ed è stato accompagnato all’ospedale

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PRATO. Quando lo hanno visto entrare negli uffici dei servizi sociali all’ex casa di riposo di via Roma, assistenti e impiegati hanno subito pensato che la mattinata non sarebbe stata facile. E così è stato, visto che nel giro di pochi minuti, nella tarda mattinata di ieri, un avventore settantenne molto conosciuto in quell’ufficio per le precedenti intemperanze, ha scatenato l’inferno. Un caso, almeno a sentire i servizi sociali, molto diverso da quello dell'utente che alcuni giorni fa aveva mandato in frantumi un tavolo ferendo due assistenti. Il settantenne ha presentato una serie di richieste come la casa, la possibilità di poter abitare per conto proprio e poi semplicemente dei soldi.
Richieste che il Comune, hanno precisato dai servizi sociali, non può soddisfare: l’uomo ha già un’abitazione alla Pietà, dove vive con la moglie e un figlio. Non è in graduatoria per le case popolari e ha una pensione, sebbene non certo d’oro. Fatto sta che il settantenne ha minacciato le assistenti e l’assessore ai servizi sociali Luigi Biancalani che, almeno nella prima parte della sceneggiata, era presente nell’ufficio. Poi, preso da un impeto di rabbia, il settantenne ha scaraventato alcune sedie verso le finestre, mandando in frantumi una vetrata. Ieri mattina c’erano ben tre agenti di polizia municipale fuori dalla porta, che sono entrati nella stanza sentendo il parapiglia. A questo punto l’uomo ha detto di sentirsi male ed è arrivata un’ambulanza per portarlo al pronto soccorso.
«La stessa scena si era ripetuta la scorsa settimana e vennero anche i carabinieri – dice l’assessore Biancalani – L’uomo avanza delle richieste che non possono essere esaudite perché non ha i requisiti, ma lui ci prova ogni volta. Pur avendo una casa dice che ha litigato con la moglie e ne vuole un’altra. Gli abbiamo spiegato anche che non siamo un bancomat per dare i soldi così, come pretenderebbe. Ma non è servito. Gli siamo venuti incontro con delle proposte, ma non le ha accettate. Questa persona sta diventando un problema serio, perché oltre a minacciare le assistenti, provoca continue interruzioni al servizio, a volte siamo stati costretti a mandare la gente indietro».
Il Comune aveva offerto al settantenne la possibilità di andare a vivere da un affittacamere in camera singola, anticipando al proprietario 200 euro. Ma l'uomo pretendeva di avere quei soldi direttamente dal Comune, attraverso i servizi sociali. Nei suoi confronti non sono scattate misure o denunce, ma l'avvertimento che la prossima volta che si presenterà negli uffici comunali verrà perquisito.
Francesco Albonetti

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