Il dolore
omicidio
Tra il killer e Lo Cascio non ci furono telefonate
PRATO. Non ci sono stati contatti telefonici tra il cellulare di Leonardo Lo Cascio, il trentottenne portiere dell'Art Hotel ucciso lo scorso 30 marzo davanti al Tribunale, e il trentenne marocchino...
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PRATO. Non ci sono stati contatti telefonici tra il cellulare di Leonardo Lo Cascio, il trentottenne portiere dell'Art Hotel ucciso lo scorso 30 marzo davanti al Tribunale, e il trentenne marocchino Abdelghani Ammari, arrestato due giorni dopo con l'accusa di essere l'assassino. Lo hanno accertato i carabinieri del Nucleo investigativo analizzando i tabulati dei due telefoni cellulari. Questa circostanza non smentisce, ma rende meno credibile la versione fornita dal marocchino, che dice di aver venduto più volte cocaina all'italiano e che l'omicidio è scaturito da una lite per un debito non saldato.
Il fatto che i due non si siano parlati al telefono prima dell'incontro fatale non basta ancora per dimostrare che non si conoscessero. Gli accertamenti dei carabinieri sui tabulati proseguiranno per risalire indietro nel tempo. Il telefono della vittima ancora non si trova ma le sue chiamate sono rimaste nella memoria della compagnia telefonica.
Il sostituto procuratore Egidio Celano, titolare delle indagini, è in attesa del risultato degli esami tossicologici che diranno se Lo Cascio ha fatto uso di cocaina negli ultimi mesi. Al momento, però, nessun elemento conferma la versione fornita dall'assassino.
La sera del 30 marzo scorso, intorno alle 21,30, Leonardo Lo Cascio fu bloccato dal rapinatore poco prima di prendere servizio all’Art Hotel dove lavorava da novembre, due giorni la settimana, come portiere di notte. Si trovava all’altezza del piazzale Falcone e Borsellino, quasi di fronte al tribunalerso, quando fu affrontato dal marocchino che gli sferrò un colpo alla gola per derubarlo. Un fendente che ha reciso la giugulare della vittima, che è riuscita a fare pochi passi prima di stramazzare a terra, nei pressi di un albero, dove è stato poi trovato dai carabinieri (grazie a una telefonata anonima). Lo Cascio – secondo quando ha poi accertato il medico legale Brunero Begliomini già durante il primo esame che ha anticipato l’autopsia – è morto dissanguato. Zainetto e portafogli sono stati trovati (vuoto il portafogli) a poca distanza dal luogo dell’omicidio. (p.n.)
Il fatto che i due non si siano parlati al telefono prima dell'incontro fatale non basta ancora per dimostrare che non si conoscessero. Gli accertamenti dei carabinieri sui tabulati proseguiranno per risalire indietro nel tempo. Il telefono della vittima ancora non si trova ma le sue chiamate sono rimaste nella memoria della compagnia telefonica.
Il sostituto procuratore Egidio Celano, titolare delle indagini, è in attesa del risultato degli esami tossicologici che diranno se Lo Cascio ha fatto uso di cocaina negli ultimi mesi. Al momento, però, nessun elemento conferma la versione fornita dall'assassino.
La sera del 30 marzo scorso, intorno alle 21,30, Leonardo Lo Cascio fu bloccato dal rapinatore poco prima di prendere servizio all’Art Hotel dove lavorava da novembre, due giorni la settimana, come portiere di notte. Si trovava all’altezza del piazzale Falcone e Borsellino, quasi di fronte al tribunalerso, quando fu affrontato dal marocchino che gli sferrò un colpo alla gola per derubarlo. Un fendente che ha reciso la giugulare della vittima, che è riuscita a fare pochi passi prima di stramazzare a terra, nei pressi di un albero, dove è stato poi trovato dai carabinieri (grazie a una telefonata anonima). Lo Cascio – secondo quando ha poi accertato il medico legale Brunero Begliomini già durante il primo esame che ha anticipato l’autopsia – è morto dissanguato. Zainetto e portafogli sono stati trovati (vuoto il portafogli) a poca distanza dal luogo dell’omicidio. (p.n.)
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