Italia
LEONARDO È MORTO DUE VOLTE
di GIOVANNI LENZI
Ho partecipato al Funerale di Leonardo Lo Cascio, il ragazzo di 38 anni ucciso nella sera del 30 marzo 2017 nel Piazzale Falcone e Borsellino di Prato. Nella Chiesa di Santa Maria a Colonica, il...
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Ho partecipato al Funerale di Leonardo Lo Cascio, il ragazzo di 38 anni ucciso nella sera del 30 marzo 2017 nel Piazzale Falcone e Borsellino di Prato. Nella Chiesa di Santa Maria a Colonica, il paese dove viveva da un paio di anni assieme alla madre e al fratello, ci siamo stretti attorno al nostro dolore e al dolore dei suoi cari e amici.
Ho conosciuto Leonardo nel 1991, avevo 15 anni, abbiamo condiviso l’esperienza bellissima dei Boy Scout nel Prato VI a Galcetello. La squadriglia Pantere, anni felici pieni di emozioni, gioco, vita all’aria aperta, goliardia. Leonardo era tra i piccoli, timido, riservato ma acuto e profondo. Così l’abbiamo ricordato nel dolore che ci riempiva il cuore nella Chiesa di Santa Maria a Colonica. Abbiamo pregato, abbiamo pianto, abbiamo cantato assieme. Io, Lorenzo C., Paolo P., Filippo M.. Anche Francesco T. era presente con un messaggio inviato da Shang Hai dove si trova per lavoro. La squadriglia Pantere c’era.
Ci siamo stretti nel dolore di questa domanda, che vogliamo lasciare aperta per sentire la vicinanza ad un fratello che non abbiamo saputo difendere in questa triste Pasqua 2017, lui agnello sgozzato, vittima sacrificale sull’altare della violenza, dell’indifferenza, della solitudine.
Insieme a noi il parroco don Romano, il paese di Santa Maria a Colonica, i familiari, gli amici. Ma nel cerchio sofferente della piccola Chiesa pesavano le assenze di tutte le istituzioni. Dov’era il vescovo e il suo vicario, responsabili della formazione spirituale delle sue pecorelle? Dov’era il sindaco e la sua giunta? Tutti sapevano, nessuno è venuto. Non valeva un cambio di programma la morte di Leonardo? Poteva essere un’occasione per tutta la nostra città per dire basta alla violenza! Prendiamoci per mano e costruiamo un nuovo spirito di Comunità, una Città umana e solidale, una rete dove tutti concorrono come fratelli alla costruzione del Bene Comune. Avevate un’occasione, non l’avete colta. Leonardo è morto una volta con il coltello di un giovane assassino, folle nel suo gesto, pagherà in carcere questo barbaro gesto. La seconda lo ha ucciso l’indifferenza e la solitudine in cui lo avete lasciato!
Ho conosciuto Leonardo nel 1991, avevo 15 anni, abbiamo condiviso l’esperienza bellissima dei Boy Scout nel Prato VI a Galcetello. La squadriglia Pantere, anni felici pieni di emozioni, gioco, vita all’aria aperta, goliardia. Leonardo era tra i piccoli, timido, riservato ma acuto e profondo. Così l’abbiamo ricordato nel dolore che ci riempiva il cuore nella Chiesa di Santa Maria a Colonica. Abbiamo pregato, abbiamo pianto, abbiamo cantato assieme. Io, Lorenzo C., Paolo P., Filippo M.. Anche Francesco T. era presente con un messaggio inviato da Shang Hai dove si trova per lavoro. La squadriglia Pantere c’era.
Ci siamo stretti nel dolore di questa domanda, che vogliamo lasciare aperta per sentire la vicinanza ad un fratello che non abbiamo saputo difendere in questa triste Pasqua 2017, lui agnello sgozzato, vittima sacrificale sull’altare della violenza, dell’indifferenza, della solitudine.
Insieme a noi il parroco don Romano, il paese di Santa Maria a Colonica, i familiari, gli amici. Ma nel cerchio sofferente della piccola Chiesa pesavano le assenze di tutte le istituzioni. Dov’era il vescovo e il suo vicario, responsabili della formazione spirituale delle sue pecorelle? Dov’era il sindaco e la sua giunta? Tutti sapevano, nessuno è venuto. Non valeva un cambio di programma la morte di Leonardo? Poteva essere un’occasione per tutta la nostra città per dire basta alla violenza! Prendiamoci per mano e costruiamo un nuovo spirito di Comunità, una Città umana e solidale, una rete dove tutti concorrono come fratelli alla costruzione del Bene Comune. Avevate un’occasione, non l’avete colta. Leonardo è morto una volta con il coltello di un giovane assassino, folle nel suo gesto, pagherà in carcere questo barbaro gesto. La seconda lo ha ucciso l’indifferenza e la solitudine in cui lo avete lasciato!
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