Il Tirreno

Prato

"Dalla Caverna alla luna” nell'astronave del Pecci - Video

Riccardo Tempestini
Un momento dello "spogliarello al contrario", performance andata in scena al Pecci (foto Batavia)
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Un momento dello "spogliarello al contrario", performance andata in scena al Pecci (foto Batavia)

Prato, la nuova esposizione al Centro di arte contemporanea, in mostra di una parte della collezione, sono undici gli inediti. E tra le performance c'è anche uno "spogliarello al contrario"

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PRATO. «La mostra è esagerata», cosi il curatore Stefano Pezzato stamattina, 7 aprile, al termine della presentazione di “Dalla caverna alla luna”, visibile al pubblico dalle 12 di oggi fino al 28 gennaio 2018, nelle sale del nuovo Centro Pecci. Sono 80 opere delle 1.175 della collezione permanente del museo, realizzate da 60 dei 310 artisti presenti, raccolte in quasi 30 anni di vita del Centro, molte acquisite grazie al sostegno finanziario dei soci fondatori.

Dopo il saluto della presidente della Fondazione Irene Sanesi e dell’assessore alla cultura Simone Mangani, è toccato a Pezzato presentare l’esposizione. «Dal 2008 la collezione non veniva riproposta nelle sale del museo, ma alcune sono presenti in spazi pubblici toscani, mentre negli anni scorsi anni sono state prestate al Pecci Milano, voluto da Valdemaro Beccaglia (ex presidente ndr) ».

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La mostra è allestita in una parte del nuovo edifico disegnato da Maurice Nio, tornato al museo per l’occasione, e in metà del “vecchio”, progettato da Italo Gamberini, secondo due percorsi espositivi suddivisi in otto sezioni «per raccontare com’è nata fra gli anni 80’e’90 e cresciuta in questi ultimi trent’anni la collezione» continua il curatore. In mostra undici opere inedite, cioè mai esposte finora al Centro Pecci, compreso la più “vecchia”: il fotogramma del 1936 di Luigi Veronesi, ma anche tre performance. La prima realizzata da Fabio Mauri nel 1992, è uno spogliarello «all’inverso» di una giovane modella napoletana, Giovanna Landolfi che si riveste davanti ad uno specchio nelle sale del museo. La seconda è “Opla’”, un’azione ideata da Paolo Scheggi nel 1969, con un gruppo di studenti dell’Accademia di belle arti di Firenze, con le 4 lettere giganti del titolo sulle spalle, in giro fra il pubblico, sia fuori che dentro il museo, mentre la terza installazione è “Casa Anas gonfiabile” inventata dagli Ufo nel 1969 e posizionata fuori del museo, per segnalare che ci sono ancora lavori in corso.

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Le opere sono state scelte da Pezzato, conservatore della collezione con la collaborazione di Umberto Borella per l’allestimento e dell’Area artistica del museo che negli ultimi dieci anni ha provveduto a ordinare, conservare e valorizzare la raccolta. Pezzato ha creato un itinerario di visita attraverso forme artistiche che occupano e diventano parte dell’ambiente. Come un’immersione reale fra opere d’arte che si sviluppano e ripetono nel tempo, quali video, azioni e performance; come un invito a fare esperienza diretta. Il pubblico potrà così farsi stimolare dall’incontro con le opere o lasciarsi coinvolgere dalle combinazioni proposte, in una visita d’arte ricca di suggestioni e rivelazioni.

L’esposizione si sviluppa fra il tempo ancestrale evocato dalla Caverna dell’antimateria di Pinot Gallizio e lo spazio cosmico anticipato dalla Luna di Fabio Mauri, passando per La spirale di Mario Merz, l’habitat futuribile della Supersuperficie immaginata dal Superstudio, l’integrazione fra arte e architettura sperimentata nell’Intercamera plastica di Paolo Scheggi. Con la mostra prende il via anche il nuovo orario del Centro Pecci: martedì e mercoledì ore 12 — 20, da giovedì a domenica ore 12 — 24. Lunedì chiuso.

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