Finanza
Venduta all’asta “Quarantine”
Successo al Pecci per i 56 lotti dell’opera dell’artista Kusmirowski
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PRATO. ”Sold out”. Tutto venduto all’asta dei 56 lotti, in cui verrà divisa “Quarantine” dell’artista polacco Robert Kusmirowski, realizzata per la mostra inaugurale del nuovo Centro Pecci, “La fine del mondo”, conclusa il 19 marzo scorso. L’asta si è svolta martedì sera, proprio nella “sala bianca” del museo, in pratica fra le pareti dipinte dall’artista polacco, cosicché i 100 possibili acquirenti presenti erano in grado di vedere in diretta l’opera, che poi allestiranno in casa loro. «È stato un altro successo, non solo perché sono stati venduti tutti i lotti, raccogliendo 44. 130 euro, ma anche perché tante persone hanno acquistato l’opera per un motivo affettivo verso il nostro museo» ha spiegato il direttore Fabio Cavallucci, “inventore” dell’iniziativa, la prima nel mondo. E infatti è stato proprio così, perché ad acquistare le opere, oltre alle gallerie straniere con le consuete offerte scritte e i collezionisti in diretta via telefono, sono stati tanti pratesi. «La mostra mi ha dato forti emozioni, soprattutto quest’opera” ha confessato Anna, socia di Ap’arte, dopo un duello a 50 euro per volta con un altro socio, per portarsi a casa il lotto con due abiti e un bastone, pagato 1. 900 euro. Alberto Pecci ha acquietato due lotti, il primo è il più importante della battuta, il grande mobile con tante cornici intorno, costato 3. 700 euro, e il secondo con soggetto «cucina”, anche se «non so fare neppure un uovo al tegamino», commenta Pecci sorridendo, mentre la moglie Paola ha scelto un lotto con un servito da tavola a 2mila euro, così come Silvia Cangioli Pecci ha acquistato un lotto con tanti utensili a 1. 500 euro, Greta Beccaglia figlia del già presidente Valdemaro, ha preso un’opera molto particolare, il “vestito da defunto”. Infine delle 200 sedie su cui si sono seduti tanti visitatori per seguire conferenze ed eventi, sono state vendute fra 150 e i 100 euro le 51 non portate al museo dai pratesi, che ora le possono riprendere, debitamente certificate dall’artista polacco. Un po’di merito della riuscita della vendita però va addebitato alla battitrice, Sonia Farsetti, coadiuvata dai cugini Leonardo e Stefano e dallo staff della FarsettiArte, tutto gratis. Per ultimo ecco un inaspettato regalo per la collezione permanente del Centro Pecci, il grande organo è stato infatti donato dalla Fondazione Daroboven di Colonia.
Riccardo Tempestini
Riccardo Tempestini
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