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Prato

Ma vuoi mettere l’inimitabile fantasia italiana?

Ma vuoi mettere l’inimitabile fantasia italiana?

Gori, Gori dove siete? Biancalani, Toccafondi che fine avete fatto? Rosati, Cecchi e Guarducci battete un colpo. La storia di una città è fatta anche di nomi e cognomi, una carta d’identità diffusa...

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Gori, Gori dove siete? Biancalani, Toccafondi che fine avete fatto? Rosati, Cecchi e Guarducci battete un colpo. La storia di una città è fatta anche di nomi e cognomi, una carta d’identità diffusa sui campanelli delle case che spesso ci ricorda di dove siamo o da dove veniamo. Sui campanelli pratesi ormai da anni è tutto un fiorire di Chen, Hu, Lin (ai primi tre posti nella graduatoria dei cognomi più diffusi a Prato), Wang, Zhang, Huang e così via. Non solo, naturalmente, perché ci sono anche i cittadini di altre nazionalità oltre a quelli cinesi, ma nei primi cento nomi più diffusi, secondo l’anagrafe, è soltanto un “duello” fra cinesi e pratesi.
Ai primi dieci posti compaiono soltanto Gori, al quinto (era terzo cinque anni fa) e Rossi al decimo. La risposta di questa invasione cinese è presto spiegata: in Cina i primi 100 cognomi corrispondono all’87% della popolazione, e i tre cognomi più diffusi, Li, Wang e Zhang, da soli, rappresentano il 21% della popolazione totale: 270 milioni di individui. A Prato vi sono 18. 989mila cinesi residenti: ebbene, 8633 hanno i cognomi che troviamo nei primi dieci posti totali. Comunque non c’è da angustiarci: a noi italiani resta la fantasia. Vuoi mettere un Tontodimamma, un Passacantando o il poetico Abbracciavento rispetto ai vari Yu, Xu o Wu?

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di Redazione web