Il Tirreno

Prato

Ai funerali di Lo Cascio il parroco chiede più sicurezza

Don Romano Faldi insieme alla madre di Leonardo Lo Cascio
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Don Romano Faldi insieme alla madre di Leonardo Lo Cascio

Don Romano Faldi ha lanciato l'idea, subito raccolta dalla madre della vittima, di un'associazione che raccolga fondi per rendere più sicuro il centro di Prato. La Procura dispone una perizia su computer, chiavetta e telefono cellulare

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PRATO. Un centinaio di persone hanno partecipato nel pomeriggio di oggi, 6 aprile, ai funerali di Leonardo Lo Cascio, l'uomo di 38 anni ucciso la sera di giovedì 30 marzo dal marocchino Abdelghani Ammari nei giardini davanti al Tribunale. La cerimonia funebre è stata officiata da don Romano Faldi nella chiesa di Santa Maria a Colonica, a poche centinaia di metri dall'abitazione dove Lo Cascio viveva insieme alla madre Maria e al fratello Francesco.

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Durante la messa don Romano ha lanciato l'idea, subito raccolta dalla madre di Leonardo, di costituire un'associazione che raccolga fondi per promuovere una maggiore sicurezza nel centro di Prato. Una sollecitazione forte anche agli amministratori locali, che però oggi non erano presenti al funerale. Sull'altare sono saliti anche quattro amici di Leonardo. "Con lui abbiamo condiviso l'esperienza nei boy scout nel 1990 - ha detto Giovanni - Poi ci siamo persi di vista. Era una persona mite, riservata, ma molto intelligente. Ci chiediamo perché i prepotenti debbano vincere e gli agnelli siano condannati a soccombere. Una domanda aperta". La salma di Lo Cascio è stata poi tumulata nel piccolo cimitero accanto al campo sportivo.

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Intanto oggi il sostituto procuratore Egidio Celano ha affidato a un esperto informatico una consulenza su un computer portatile e una chiavetta Usb in uso a Lo Cascio e sul telefono cellulare di Abdelghani Ammari, che nel frattempo è stato ritrovato. La Procura vuole accertare se tra i due ci fossero stati contatti prima dell'omicidio, come sostiene il trentenne marocchino. Nessuna traccia invece del telefono cellulare della vittima. I carabinieri comunque esamineranno i tabulati.

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