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Scarti tessili In crescita lo smaltimento legale

PRATO. Cresce il numero delle aziende cinesi che conferiscono i rifiuti tessili con canali legali. Nonostante l’abbandono dei cosiddetti sacchi neri persista, e in alcune zone della città e della...

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PRATO. Cresce il numero delle aziende cinesi che conferiscono i rifiuti tessili con canali legali. Nonostante l’abbandono dei cosiddetti sacchi neri persista, e in alcune zone della città e della provincia sia ancora abbondante, i numeri parlano chiaro: dai primi mesi del 2017 Programma ambiente, la società pubblica oggi di Alia spa il gestore unico dei rifiuti, ha attivato ben 838 contratti con le aziende pratesi per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti da produzione, soprattutto scarti tessili. Il numero è ancora più incoraggiante vedendo che ben 638 sono aziende cinesi e 200 sono italiane. Dati in forte crescita, quindi, effetto anche delle continue campagne di comunicazione di Programma ambiente che ormai vanno dai social media, agli sportelli alle convenzioni stipulate con Cna e Confartigianato. Il discrimine resta sempre quello che oggi, con la deassimiliazione da rifiuti urbani, lo smaltimento illegale degli scarti tessili comporta il pericolo non solo della sanzione amministrativa ma del reato penale. «La crescita delle aziende che attivano contratti è stato esponenziale in questi mesi - precisa Roberto Pagliocca, presidente di Programma ambiente - dovuto alla comunicazione e ai tanti sabati e domeniche trascorsi ad informare con infopoint i cittadini e le aziende. Sta nascendo finalmente la consapevolezza che lo scarto da produzione deve avere un canale di smaltimento legale, che sia poi una società pubblica o privata a farlo secondo tutti i crismi, non è rilevante». Aumentano le ditte che si regolarizzano, ma da un mese si è presentato un problema non indifferente: la chiusura della discarica del Cassero di Pistoia, che sta purtroppo facendo risalire il costo a tonnellata dello smaltimento dei rifiuti tessili. Costo che va ad essere sgravato dalla Tari, ma che sul momento presenta problemi. «Come operatore sui rifiuti speciali la chiusura della discarica del Cassero è un serio problema. Speriamo nel dissequestro dell’impianto quanto prima da parte della magistratura, i costi in effetti si stanno alzando e se continua cosi dovremo anche noi rivederli», dice ancora Pagliocca.

Alessandro Formichella

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