Il Tirreno

Prato

Muore a 50 anni dopo un trapianto

di Cesare Bonifazi
Muore a 50 anni dopo un trapianto

Angelo Morgese, pratese, lavorava in Versilia: stava lottando contro un male al fegato ma l’operazione gli è stata fatale

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PRATO. Angelo Morgese aveva bisogno di un fegato nuovo, il suo era malato. Lo aveva anche trovato, ma il suo organismo lo ha rigettato ed era necessario trovarne un altro il più velocemente possibile. L’organo che avrebbe potuto salvargli la vita era già in viaggio, una corsa contro il tempo, ma non è riuscito ad arrivare al suo destinatario.

Angelo, pratese di origine ma versiliese di adozione da anni, ha tentato in tutti i modi di vincere la sua malattia ma, proprio nel momento in cui sembrava che potesse farcela, il suo corpo lo ha abbandonato. È infatti venuto a mancare a 50 anni a causa di alcune complicazioni durante la difficile operazione. Al suo fianco c’era la compagna di una vita, Nicola Dix Lewis, titolare del Dotel Versilia country club di Piano di Mommio, conosciuto da tutti come il villaggio degli inglesi. Stavano insieme da 15 anni anche se non si erano mai sposati. Lui, originario di Prato, si era trasferito in Versilia quando era ancora ventenne lasciando la famiglia che ancora vive là e alla quale era rimasto molto legato.

«La malattia era venuta fuori a febbraio dell’anno scorso - racconta Nicola - avevamo chiesto consulenze a tutti gli ospedali della zona. A Cisanello ci avevano anche avvertito che non ce l’avrebbe fatta: lo avevano dato per spacciato e non gli avevano concesso l’idoneità al trapianto. Gli avevano assegnato una terapia da malato terminale. Ma né io né lui ci eravamo rassegnati alla malattia e siamo rivolti allora all’ospedale di Ancona dove ci avevano dato qualche speranza. Tanto che nell’estate scorsa aveva subito una prima operazione».

Agli Ospedali Riuniti di Ancona Angelo aveva infatti subito una prima resezione chirurgica: un intervento preparatorio che gli aveva allungato la vita, quel tanto che serviva per poter arrivare vivo al trapianto. Gli era stata tolta infatti la parte malata del fegato. Da agosto, dopo l’operazione, Angelo era entrato in lista d’attesa e dopo quasi sei mesi finalmente è arrivata quella telefonata importante. «C’è un fegato, si può operare». Venerdì scorso la corsa in macchina poi subito sotto il bisturi. Ma le cose si sono complicate proprio mentre era in sala operatoria: c’è stato un primo arresto cardiaco, poi il secondo, tutti recuperati. Poi il corpo di Angelo ha rigettato l’organo appena trapiantato. Gliel’hanno dovuto togliere.

A quel punto l’équipe di medici ha fatto scattare il cosiddetto “protocollo d’urgenza”: una procedura che allerta tutti gli ospedali d’Italia e d’Europa. Il primo fegato utile sarebbe partito per Ancona. Ed era stato trovato alle cinque del pomeriggio e sarebbe arrivato all’ospedale intorno alle tre di notte. Purtroppo è sopraggiunto un terzo arresto cardiaco. «Senza il fegato Angelo non ha retto e i medici non sono riusciti a salvarlo», racconta la compagna.

È stato dichiarato morto per arresto cardiaco alle 20.25 di sabato.

«Angelo ci ha lasciati ieri sera. Non ha superato il trapianto», così lo ha annunciato ad amici e parenti.

E nella sua bacheca Facebook sono apparsi centinaia di cuori e di messaggi di supporto: «È talmente difficile aggiungere parole a questo momento ingrato. Ti stringo in un abbraccio, tu sai quel che vorrei dirti ora. Ti voglio bene», scrive Claudia de Tommasi; «Ricorderò sempre la gentilezza di Angelo ed il suo saluto sempre sorridente. Mi dispiace veramente tanto», posta Claudia Piccolo.

«Effettivamente Angelo era un uomo molto amato - dice Nicola - un pilastro per il mio villaggio. Era lui che si occupava della manutenzione al club: dai lavori di carpenteria a quelli di idraulica. Lascia un vuoto enorme non solo all’attività ma anche in famiglia. Siamo stati insieme 15 anni e lui ha cresciuto mia figlia come se fosse sua».

Angelo era un uomo anche piuttosto coraggioso. È balzato all’onore delle cronache nel 2011 quando, dopo una serie di furti nella sua proprietà aveva deciso di affrontare i ladri. Li aveva sentiti mentre entravano ed era corso subito fuori per controllare. Si era trovato di fronte due uomini con il viso coperto che con freddezza lo avevano colpito al volto con un appendiabiti di legno usato come un bastone. Ma è riuscito a reagire e a respingere il furto. Angelo, in quell’occasione si fratturò naso e zigomi e subì un doloroso intervento chirurgico.

Verrà esposto oggi nella cappella del cimitero di Viareggio dalle ore 15.30. Mentre il funerale è stato organizzato alla chiesa di Piano di Mommio alle ore 14 di domani. Verrà portato poi al cimitero di Prato dove vive ancora la sua famiglia.

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