Sicurezza
La Colonna spezzata presto tornerà al suo posto al Pecci
Procedono i lavori di risistemazione dell’area esterna Domani ci sarà l’asta dei 60 pezzi dell’opera “Quarantine”
PRATO. Al Centro Pecci finalmente qualcosa si muove all'esterno, anche grazie ai privati. Innanzitutto la Colonna spezzata dei Poirier, simbolo del museo, per ora smontata e parcheggiata su un lato del museo verrà quanto prima rimessa al suo posto. Proprio venerdì scorso infatti è stata recintata l'area dove verrà sistemata, sul lato sinistro del grande prato, grazie al contributo della famiglia Pecci che si è assunta l'onere delle spesa. Così come larga parte dei costi per il parcheggio lungo la declassata è stato sostenuto sempre dalla famiglia Pecci. I lavori procedono con un'importante novità, perché, rispetto al progetto originario, ci sarà sia l'entrata che l'uscita dalla Declassata. Per quanto riguarda invece i lavori finanziati dall'assessorato ai lavori pubblici, è stato finalmente riaperto il cantiere dietro il museo, davanti all'Art hotel, In questa zona verrà ultimato il camminatoio in legno pressato che abbraccia l'area museale, così come dovrà venire sistemato il passaggio per portare le opere di una certa misura al primo piano. L'impegno più importante però riguarda l'anfiteatro, perché oltre alla sistemazione della collinetta su cui poggia, devono essere completamente rifatte le uscite di sicurezza, altrimenti sarà impossibile far svolgere gli eventi della stagione estiva, che è ormai alle porte. Una nota a pare riguarda il pavimento in legno davanti all'ingresso del museo, che è stato risfondato da un camioncino, stavolta dal lato opposto e ora recintato, attende la riparazione. Infine per quanto riguarda il "sottosuolo" del museo, la grande biblioteca e il deposito della collezione permanente, circa 1 milione 400 mila di spesa, non ci sono novità né dal Comune né dalla Regione, così come per la mezzaluna di Staccioli, perché non ci sono soldi. Probabilmente qualche decina di migliaia euro verrà raccolta dall'asta dei 60 pezzi in cui è stata divisa l'opera "Quarantine" di Robert Kusmirowski, esposta alla Fine del mondo. L'asta avrà luogo nello spazio al primo piano del museo, domani alle 21, con "battitore" Sonia Farsetti, dell'omonima casa d'asta. I 60 lotti saranno visibili sul sito web del Centro Pecci da oggi, con valutazioni che vanno da 50 euro per i pezzi più piccoli, ai 6.000 per le opere più significative, tutte comunque selezionate dall'artista polacco, tornato apposta a Prato. Non è invece disponibile l'organo che appartiene alla Fondazione Daroboven di Colonia. Delle 200 sedie su cui si sono seduti in questi mesi migliaia di visitatori per seguire le varie conferenze, incontri, performance, solo pochissime saranno disponibili per l'asta, perché la maggior parte appartengono ai pratesi che risposero all'appello dell'artista e le portarono al museo. Ingresso è libero.
Riccardo Tempestini
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