Il Tirreno

Prato

L'assassino del portiere: "Lo conoscevo, mi doveva dei soldi" - Foto - Video

di Paolo Nencioni
Abdelghani Ammari in fuga dopo l'omicidio
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Abdelghani Ammari in fuga dopo l'omicidio

Il marocchino di 30 anni arrestato a Bologna per l'omicidio di Leonardo Lo Cascio sostiene di aver venduto droga alla vittima e di non essere stato pagato, ma la sua versione non convince del tutto e dovrà essere verificata. Davanti al giudice il fermato si avvale della facoltà di non rispondere: "Sono dispiaciuto". Le immagini riprese dalle telecamere. Giovedì 6 i funerali

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PRATO. Secondo Abdelghani Ammari, il marocchino di 30 anni arrestato all'alba di domenica 2 per l'omicidio di Leonardo Lo Cascio, il trentottenne ucciso giovedì 30 marzo davanti al Tribunale di Prato, dietro all'aggressione mortale ci sarebbe un credito di alcune centinaia di euro da lui vantato nei confronti della vittima, a cui dice di aver venduto cocaina. Lo ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Nicolosi incontrando i cronisti a Palazzo di giustizia. Una versione, quella del marocchino, che però, ha chiarito il procuratore, dovrà essere verificata in due modi: con l'esame tossicologico sulla salma della vittima e con l'esame dei tabulati telefonici, per capire se i due, come sostiene il marocchino, si fossero conosciuti in precedenza. I carabinieri al momento sono dubbiosi sulla versione del marocchino. Ammari sostiene anche di aver colpito Lo Cascio con un coccio di bottiglia, ma sul posto non sono stati trovati frammenti di vetro.

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L'incontro coi cronisti è stato preceduto da un colloquio tra il procuratore e il sindaco Matteo Biffoni. "Alla individuazione del responsabile dell'omicidio - ha poi detto Nicolosi - ha contribuito in maniera decisiva la presenza delle telecamere sul territorio", facendo riferimento anche alle telecamere di sicurezza gestite dal Comune. Nicolosi ha aggiunto che la situazione di Prato richiederebbe ben altro impegno di uomini e di forze, "che purtroppo non ci sono", ma non mette in dubbio gli sforzi delle forze dell'ordine, a cui invece ha fatto i più calorosi complimenti.

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Nel primo pomeriggio Abdelghani, assistito dagli avvocati Gabriele Terranova e Luca Ancona, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari Angela Fantechi per la convalida del fermo e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha semplicemente confermato il contenuto dell'interrogatorio già reso al pubblico ministero Celano e si è detto dispiaciuto per quello che ha fatto. Dice anche che non aveva intenzione di uccidere Lo Cascio. I funerali del trentottenne saranno celebrati giovedì 6 alle 15 nella chiesa di Santa Maria a Colonica. La salma è esposta alle cappelle del commiato della Pubblica Assistenza in via San Jacopo.

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