Il Tirreno

Prato

la buona sanitÀ

«Grazie ai medici e alla caposala»

PRATO. La buona sanità esiste anche se spesso fatica a far sentire la propria voce. Una testimonianza arriva da Massimo Ilio Farina, questa la sua storia. «Vorrei raccontare la mia esperienza sia al...

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PRATO. La buona sanità esiste anche se spesso fatica a far sentire la propria voce. Una testimonianza arriva da Massimo Ilio Farina, questa la sua storia. «Vorrei raccontare la mia esperienza sia al Pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano, sia dai vari dottori, sia dalle infermiere domiciliari. Il 9 dicembre 2016 ho picchiato la gamba sinistra, al momento ho riscontrato solo un lieve dolore, ma nella notte si è formato un enorme ematoma. La mattina il mio medico curante Alessandro Benelli, dopo avermi visitato, mi ha consigliato di rivolgermi al Pronto soccorso e dopo una serie di visite hanno deciso di dimettermi prescrivendomi una visita chirurgica dal dottor Ciani e una serie di medicazioni domiciliari. Il chirurgo, una volta visitatomi, ha deciso di applicarmi un macchinari chiamato Vav che serve ad aspirare il sangue che si crea nei grossi ematomi. La cura è durata circa un mese e ogni due, tre giorni sono venute le infermiere a cambiarmi il contenitore, farmi le foto alla gamba, per monitorare i miglioramenti tenendo così informato il dottor Ciani. La scorsa settimana ho passato una visita dallo stesso chirurgo, il quale mi ha confermato che sono quasi alla completa guarigione anche se ho sempre bisogno delle medicazioni domiciliari. Vorrei quindi ringraziare sia il mio medico Alessandro Benelli sia il chirurgo dottor Ciani per la professionalità e la premura nei miei confronti, ma un ringraziamento particolare lo voglio fare a tutte le infermiere domiciliari, compreso la capo-sala del Centro Giovannini per la loro disponibilità e cortesia».

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