Sicurezza
Figlio e mamma in carrozzina chiusi dentro il cimitero
Prato, lei 97 anni sulla sedia a rotelle, hanno passato un brutto quarto d’ora a Coiano per la distrazione del custode
PRATO. Mamma e figlio, lei di 97 anni, sulla sedia a rotelle, hanno passato un brutto quarto d’ora. E dire che al cimitero di Coiano dove hanno sepolto da ormai tanti anni il babbo nonché marito, ci sono andati tante volte. Eppure giovedì pomeriggio, probabilmente per la distrazione del custode sono rimasti chiusi dentro. Imprigionati al campo santo, sprangato con catena e lucchetto.
«Non mi era mai capitato - racconta Silvano Innocenti, figlio di Bruna Zagli, l’anziana donna in carrozzina - e ci siamo presi un grande spavento».
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Mamma e figlio sono entrati nel cimitero di Coiano intorno alle 17,15. «E per l’appunto, vista la bella stagione e l’entrata in vigore dell’ora legale, ho guardato il cartello degli orari di apertura del cimitero e notato che c’erano indicati solo quello invernale ed estivo senza la data nel quale scattava uno o l’altro. Ho pensato che fosse già in vigore quello estivo (chiusura alle 19, in inverno alle 17 ndr) e io e mamma ci siamo incamminati verso la tomba di mio padre».
Una visita durata qualche minuto poi i due si sono avviati verso l’uscita. «Erano da poco passate le 18 - prosegue Silvano - e arrivati davanti al cancello lo abbiamo trovato chiuso con lucchetto e catena. Almeno, una volta, quando funzionava, c’era l’apertura elettrica del cancello e chi rimaneva dentro poteva utilizzarla». Ma sia sa, le cose buone spesso hanno vita breve. Mamma e figlio si sono trovati di fronte un bel lucchetto chiuso a dovere. «Possibile che il guardiano prima di chiudere tutto non abbia controllato se qualcuno era rimasto dentro il cimitero?». Possibile, evidentemente. Silvano e l’anziana sono rimasti dentro il camposanto per un’altra ora, prima che il fioraio che ha il negozio di fronte all’ingresso del cimitero, si accorgesse dei “prigionieri” e desse l’allarme.
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