Il Tirreno

Prato

Via Crucis a Chinatown, si è rinnovata la tradizione - Video

di Francesco Albonetti
Via Crucis a Chinatown, si è rinnovata la tradizione - Video

Prato, il vescovo non esclude che l’esperienza possa estendersi ad altre comunità straniere: «La società del futuro sarà sempre più integrata e Prato ne è già un laboratorio»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. I misteri della Croce arrivano a Chinatown. Come è diventata ormai consuetudine da dieci anni a questa parte, si è rinnovata questo pomeriggio, sabato 1 aprile, la processione della Via Crucis in via Pistoiese e dintorni. A fare da guida, il vescovo Franco Agostinelli, al suo quinto anno di questa esperienza. Insieme a lui ha voluto essere presente, seppure per un breve tratto, anche don Santino Brunetti, responsabile dell'Ufficio pastorale migrantes della diocesi. Presenti il parroco dell'Ascensione al Pino, padre Roberto dei frati minori, vero organizzatore dell'evento insieme al prete cinese don Paulo Hua e alle suore, sempre cinesi, madre Teresa e madre Selina.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15126396:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/la-via-crucis-nella-chinatown-di-prato/79046/80575]]

Partenza di fianco alla Pam e arrivo ai giardini di via Colombo, dopo un percorso seguendo le varie stazioni della Via Crucis lungo via Pistoiese. Presenze: un pugno di fedeli, una trentina in tutto, divisi in modo equo fra italiani e cinesi. «Siamo pochi come tutti gli anni - ha detto il vescovo - ma vogliamo ugualmente ripetere questo appuntamento per dare un segnale di partecipazione in questa comunità. Quello che vogliamo è creare ponti di contatto, far capire che la Chiesa di Prato c'è ed è sempre pronta all'accoglienza».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.15126343:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15126343:1652377598/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

La via Crucis, con la croce grande alzata da un italiano e un giovane cinese a sorreggere l'ingombrante megafono, si snoda fra la curiosità e l'indifferenza della comunità cinese, che osserva rispettosamente e riceve degli opuscoli consegnati dalle connazionali (le cattoliche cinesi sono in netta maggioranza rispetto agli uomini) che partecipano alla processione. Il gruppetto di fedeli orientali si prodiga in canti in lingua originale, mentre i misteri della Via Crucis e le preghiere vengono recitate in doppia lingua, prima in italiano e poi in cinese.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.15126344:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15126344:1652377599/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L'attività in via Pistoiese continua a fervere, come sempre, anche al passaggio della via Crucis: ciascuno è impegnato nelle proprie faccende e non le abbandona. Indifferenza, ma anche rispetto. Qualcuno si aggrega strada facendo e la processione aumenta leggermente di numero, ma sono in prevalenza italiani. «Con questa iniziativa non vogliamo fare adepti - ha detto ancora il presule - ma costruire ponti. Il dialogo con loro Significa conoscersi meglio e con la conoscenza c'è stima e comprensione, indispensabili per una maggiore integrazione. Questa è la società del futuro e Prato è un laboratorio della società futura». Agostinelli non esclude che in futuro questa esperienza possa essere estesa anche ad altre comunità straniere. «Ci abbiamo pensato, col cuore ci siamo già, ma non sappiamo ancora come organizzarci».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa