Sicurezza
Un anno fa il delitto dei giardini del Campaccio
Giusto un anno fa, nel periodo di Pasqua, si verificò un fatto di sangue che investigatori e inquirenti giudicano, per efferatezza e imponderabilità, simile all’omicidio di giovedì sera in piazzale...
Giusto un anno fa, nel periodo di Pasqua, si verificò un fatto di sangue che investigatori e inquirenti giudicano, per efferatezza e imponderabilità, simile all’omicidio di giovedì sera in piazzale Falcone e Borsellino, dove un uomo di 38 anni è stato ucciso con un fendente alla gola al termine di una rapina che si è trasformata in tragedia.
Il 26 marzo di un anno fa, nei giardinetti di via del Campaccio, fu un senza tetto di 64 anni, marocchino di nazionalità, Fouad Ouahboun di nome, a perdere la vita al termine di una notte ad alta gradazione alcolica, passata in compagnia di alcuni connazionali al riparo del gazebo dei giardini, finita però in una lite furibonda tra lui e il giovane Hicham Legdali, 24 anni, arrestato pochi giorni dopo con l’accusa di essere colui che massacrò di botte fino a ucciderlo il connazionale.
Ledgali venne arrestato dalla polizia quarantotto ore dopo il delitto. Fu trovato in una capanna in un campo dove viveva in quel periodo: sul gesso del braccio che si era rotto chissà come, prima della notte di follia, aveva macchie di sangue della sua vittima. Lo stesso su una delle due scarpe. Investigatori e inquirenti ricostruirono anche il movente: la vittima e il suo carnefice avrebbero litigato per questioni su piccoli affari che condividevano. Forse droga, forse soldi, forse entrambe le ragioni.
Il fatto certo è che Fouad Ouahboun fu pestato a sangue tanto da renderne difficile l’identificazione.
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