Finanza
«No a case popolari nell’immobile confiscato»
Prato, monta la protesta tra i 7 proprietari del condominio in via Fratelli Cervi che lunedì 3 insceneranno una manifestazione per strada
PRATO. Monta la protesta nel condominio di lusso in via Fratelli Cervi 76, a Santa Lucia, confiscato dal tribunale di Prato la settimana scorsa a un personaggio convolti nelle indagini sul presunto boss della camorra Giacomo Terracciano e che il Comune, che ha già fatto domanda di acquisizione, vorrebbe destinare all’emergenza abitativa. Ed è proprio questo il problema.
Forte la contrarietà delle sette famiglie residenti nell’immobile immerso nel verde che hanno già provveduto a informarsi in Comune e che per lunedì a mezzogiorno hanno organizzato una protesta in strada per bloccare il progetto.
Semplice il ragionamento: se l’appartamento di 200 metri quadri, 12 stanze, un garage di 24 metri quadrati, sequestrato nel 2012 a Paolo Alberto Mancin e alla moglie Alida Bernardini, dovesse essere frazionato per ricavare appartamenti da consegnare a famiglie bisognose, l’intero immobile perderebbe di valore. Non solo, il timore dei condomini riguarda anche chi, in futuro, avranno come vicini.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15072160:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2017/03/22/news/nella-villa-confiscata-alla-criminalita-il-comune-fara-case-per-famiglie-bisognose-1.15072160]]
Anche se il Comune ha detto e ribadito che di certo i profughi non approderanno nel bello stabile di Santa Lucia, anche se è stato precisato che “emergenza abitativa” non significa per forza edilizia popolare ma anche case ad affitto calmierato, le rassicurazioni non sono servite a placare il malcontento. I condomini, praticamente in riunione permanente, avranno un incontro prima con l’amministratore di condominio, poi con un avvocato amministrativista per capire meglio e di più. Quindi sottoporranno al Comune una serie di proposte. L’obiettivo - da parte dei proprietari delle case - è trovare soluzioni per evitare svalutazioni. Quali, è ancora tutto da vedere.
Il sindaco Matteo Biffoni ha già firmato la richiesta di acquisizione della grande casa in via Fratelli Cervi. Il Comune è tra gli enti privilegiato ma non è l’unico che potrebbe ottenere la proprietà dell’immobile, in lizza ci sono anche Provincia, Prefettura e altre associazioni. Per portare a termine le procedure non ci vorranno, comunque, meno di sei mesi.
Se l’appartamento di lusso verrà acquisito dal Comune cosa potrebbe accadere? Molte le possibilità, ma con un paletto da rispettare improrogabilmente: l’utilizzo del bene a fini sociali. Questo significa, che l’ente che otterrà l’immobile potrà affidarlo, per esempio, ad associazioni antimafia, disporne per fini sociali, addirittura venderlo a patto però che il ricavato vada a finanziare le stesse funzioni per il quale è stato acquisito. Nel caso dell’appartamento di via Fratelli Cervi, il ricavato delle vendita al massimo profitto (per il Comune) dovrebbe andare a finanziare l’acquisizione di case da dare a famiglie bisognose.(c.o.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
