Sicurezza
Lavoro sicuro, i controlli fino al 2019
Parte la seconda fase del piano della Regione. Rossi: «La vite bisogna continuare a stringerla». Altre 76 ispettori da assumere
PRATO. «Non hanno mai trovato una vite sempre stretta, bisogna continuare a stringerla». Calza a pennello la metafora utilizzata dal governatore Enrico Rossi sul perché della fase due del piano "Lavoro sicuro". E sì che c'è stata "la stretta" su 7945 aziende controllate nell'area vasta negli ultimi due anni e mezzo, di cui 4307 a Prato.
Settembre 2014 - marzo 2017: è tempo di bilanci per la campagna dei controlli straordinari promossi dalla Regione Toscana a seguito del rogo di "Teresa Moda", nel quale morirono sette persone. Il primo dicembre 2013 sembra una data lontana ma quella ferita brucia ancora sulla civilissima Toscana. «Rivolgo un appello alle autorità cinesi perché s'impegnino di più in questa opera sul cammino della legalità», auspica Rossi a margine di un convegno a Prato nei locali dell'ospedale vecchio. Certo, non sono tutte rose e fiori. La piaga dell'evasione fiscale è dura a morire e Rossi lo sa bene perché va oltre il campo delle competenze della Regione in materia di prevenzione e sicurezza. Per questo ne parlerà la prossima settimana al premier Paolo Gentiloni in visita in Toscana. «Sto chiedendo al governo di intervenire in maniera concertata per combattere l'evasione fiscale. Questo campo di interventi non riguarda la Regione ma noi solleviamo il problema politicamente dando la disponibilità a integrare altre forze dell'ordine e a lavorare con l'agenzia delle entrate. Bisogna che la presenza dello Stato su questo sia forte e determinante altrimenti succede, come si suol dire, che la moneta cattiva scacci quella buona: chi paga le tasse ed è regolare rischia di essere messo fuori mercato da chi si comporta in modo illegale ed evade».
Nel frattempo, l'esito della prima fase di "Lavoro sicuro" vede il 78,4% delle 7946 imprese controllate in regola: in termini assoluti, su 6229 realtà una buona fetta (3425) s'è adeguata successivamente al primo controllo, 2804 è risultata subito in regola, la parte restante (1717 unità produttive) è recidiva perché non si adegua alle regola o risulta non più attiva. «Il trend è confortante ma non al punto di indurci a interrompere la stretta - ammette Renzo Berti, il responsabile del piano regionale Lavoro sicuro - Siamo di fronte a una situazione che ha il sapore di miglioramento fragile in cui ancora troppe imprese si mettono in regola solo perché qualcuno glielo dice ». La proroga per altri due anni del piano "Lavoro sicuro" scatterà dal prossimo 1° maggio e andrà avanti fino al 30 aprile 2019. Cambierà la strategia con cui la Regione conta di verificare circa 5500 imprese. «Controlli ancora intensi ma più raffinati, sempre nel quadro della sicurezza e della prevenzione». I tecnici della prevenzione potranno sanzionare le irregolarità legate all'impiego di sostanze pericolose, uso dei carrelli elevatori, documenti sulla valutazione dei rischi e aggiornamento professionale dei titolari.
Rimane fuori tutta la partita sull'evasione fiscale e contributiva legata anche ai rapporti di lavoro "mascherati", come emerge dal protocollo per la legalità nel distretto presentato poche settimane fa a Prato dai sindacati e dai rappresentanti delle categorie economiche. «Si tratta di un'altra tipologia di controlli che presuppone un'azione di 'intelligence' e non ispezioni sul campo - fa notare Berti - Per quanto riguarda però tutte quelle situazioni di sfruttamento dei lavoratori, abbiamo proposto all'Agenzia delle entrare una serie di verifiche incrociate fra i numeri degli addetti in servizio e quelli del consumi di energia elettrica o idrica in modo da rilevare eventuali discrasie».
Nel frattempo, a settembre prossimo, sarà bandito il concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di 76 ispettori mentre ai 76 attualmente in servizio è stato prorogato il contratto fino al 30 giugno 2018 in modo da venga espletata tutta la procedura concorsuale.
Maria Lardara
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