Il Tirreno

Prato

Omicidio di viale della Repubblica, l'assassino ripreso da una telecamera mentre scappa - Video

Paolo Nencioni
La scena del delitto (foto Batavia)
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La scena del delitto (foto Batavia)

Prato, secondo carabinieri e magistrati Leonardo Lo Cascio, 38 anni, avrebbe subito una rapina: chi l'ha derubato (all'appello manca solo il cellulare, portafogli vuoto e zainetto sono stati ritrovati) gli ha sferrato un colpo alla gola recidendo la giugulare

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PRATO. E’ stato bloccato dal rapinatore poco prima di prendere servizio all’Art Hotel dove lavorava da novembre, due giorni la settimana, come portiere di notte. La vita di Leonardo Lo Cascio, 38 anni, è finita in quel giardinetto spoglio e buio, nel piazzale Facone e Borsellino, quasi di fronte al tribunale di Prato verso le 21,30 di giovedì 30 marzo. Avrebbe dovuto prendere servizio in albergo un’ora dopo.

Un uomo gli ha sferrato un colpo alla gola, probabilmente con un trincetto (non ritrovato) per derubarlo: forse Lo Cascio ha reagito, certamente il rapinatore non era un professionista e si è fatto prendere dal panico, il fatto certo è che il colpo ha reciso la giugulare della vittima che è riuscita a fare pochi passi prima di stramazzare a terra, nei pressi di un albero, dove è stato poi trovato dai carabinieri (grazie a una telefonata anonima).

Lo Cascio – secondo il medico legale Brunero Begliomini che ha già esaminato il corpo che poi verrà sottoposto ad autopsia – è morto dissanguato. Chi l’ha ucciso è fuggito con lo zainetto e il suo portafogli, entrambi sono stati trovati (vuoto il portafogli) a poca distanza dal luogo dell’omicidio, all’appello manca solo il cellulare.

I militari del Nucleo investigativo che svolgono le indagini coordinate dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi e dal sostituto Egidio Celano seguono una pista importante: una delle telecamere installate nella zona ha ripreso distintamente un uomo che si allontana di corsa dal giardinetto: l’orario corrisponde, si tratta dell’assassino. Quelle immagini costituiscono una traccia importante per riuscire a risalire alla sua identità.

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Ma oltre a ricostruire la scena dell’omicidio, investigatori e magistrati, rimettono assieme i tasselli di una vita anche in cerca dl conferme sul movente: Lo Cascio continuava a lavorare come portiere di giorno al residence di Paperino in via Traversa delle Calvane. Per arrotondare i guadagni, da novembre, aveva inziato a fare il portiere di notte all’Art Hotel di viale della Repubblica. Viveva con un fratello e con la mamma nella zona sud della città.

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