Il Tirreno

Prato

Una app per consentire ai sordomuti di chiedere aiuto

Al tavolo il dirigente delle Volanti Andrea Belellim al centro e di fianco il presidente dell'Associazione sordomuti di Prato Marco Papi
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Al tavolo il dirigente delle Volanti Andrea Belellim al centro e di fianco il presidente dell'Associazione sordomuti di Prato Marco Papi

Prato, l'applicazione per smartphone nasce dalla collaborazione tra ministero degli Interni e l'Associazione nazionale delle persone con deficit uditivo e di parola. Ecco come funziona

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PRATO. Un app per consentire ai sordomuti di inviare segnalazioni o chiedere l’intervento della polizia in tempo reale. “Sos sordi” è il nuovo strumento nato dalla collaborazione tra ministero degli Interni e l’Associazione nazionale sordomuti, già attivo a Prato da una decina di giorni. “L’applicazione – spiega Andrea Belelli, dirigente delle Volanti della Questura – si può scaricare sia su smartphone con tecnologia Ios (Apple) sia Android ed è molto semplice da utilizzare”.

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Dalla schermata iniziale si passa a una serie di icone che rappresentando il tipo di allarme che si vuole inviare: “ladri in casa” “violenze su una donna”, “aggressione su minore” “incidente” eccettera. Basta cliccare su conferma “conferma” e il dispositivo invia un sms alla centrale di riferimento (in questo caso Prato) che contiene anche la geolocalizzazione della persona che richiede l’intervento e un codice identificativo. “La persona sordomuta che invia la richiesta ai aiuto – prosegue Belelli – può trovarsi in qualsiasi punto della penisola. In questo caso spetterà alla centrale di competenza inviare la richiesta di soccorso al centrale delle forze dell’ordine più vicina”.

Per il presidente della Associazione sordomuti di Prato Marco Papi (che si è espresso nella lingua dei segni con l’aiuto di una interprete): “Si tratta di uno strumento che consente anche una maggiore integrazione tra la comunità di sordomuti e quella delle persone che non hanno deficit uditivi e di parola, perché chi utilizzerà l’app potrà segnalare anche fatti che non riguardano lui stesso: se un sordomuto vede un incidente o assiste a una rissa, potrà chiedere l’intervento della polizia aiutando a salvare persone in pericolo”.

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