Il Tirreno

Prato

Guardie ambientali: «Ci tolgono i mezzi e anche la dignità»

di Pasquale Petrella

Dura presa di posizione del Corpo Gav della Provincia «Rinunciano a 13 volontari che controllavano il territorio»

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PRATO. Le guardie ambientali volontarie, in base ad una legge regionale del 2015 non fanno più riferimento alla Provincia bensì alla Regione. Ma i mezzi e le attrezzature in dotazione alle attuali guardie sono di proprietà della Provincia. Di qui la richiesta ufficiale con lettera firmata dal dirigente del servizio finanziario della Provincia, la dottoressa Rossella Bonciolini, indirizzata al responsabile delle Gav della Provincia di Prato, Alessandro Cai e al suo vice Mario Gargini di consegnare entro dieci giorni le chiavi dei due veicoli in loro dotazione oltre alle altre attrezzature acquistate negli anni dalla Provincia e date in dotazione alle stesse guardie.

L'ingiunzione si chiude col monito di provvedere entro dieci giorni dalla notifica per non incorrere nelle procedure previste dalla legge.

Un vero e proprio schiaffo, o peggio, un colpo alla schiena. Così le guardie ambientali volontarie di Prato hanno vissuto la notifica di questa comunicazione e si sono riunite in assemblea per valutare la situazione. «Il corpo Gav con la limitazione dei poteri alle province è stato messo nelle condizioni di non poter operare - scrivono le guardie ambientali - Il nostro supporto è stato fondamentale negli scorsi anni nel combattere l'abbandono indiscriminato dei rifiuti, la lotta al bracconaggio, la vigilanza ambientale sul territorio...»

«Adesso la Regione ci ha accantonati e la Provincia ci ingiunge di consegnare materiali e mezzi, impedendoci di fatto di operare. Ci è stato tolto l'ufficio e attualmente siamo alloggiati in un sottotetto - scrivono ancora le guardie - Dal 2010 al 2016 sono state elevate annualmente sanzioni amministrative per oltre duecentomila euro. Dal 2010 al 2012 compreso ci siamo occupati del recupero fauna selvatica per conto della Provincia in sostituzione del Centro Scienze Naturali e facendo risparmiare 36mila euro all’anno”.

«Siamo tredici persone - concludono le guardie - con competenze specifiche sulla vigilanza ambientale. Questa ingiunzione di riconsegnare mezzi e materiale in dotazione è una offesa verso coloro che per ben dieci anni hanno servito con volontà, abnegazione, correttezza e soprattutto gratuitamente».

Infine un affondo anche ai politici che col loro disinteresse hanno «rinunciato a circa novemila ore di vigilanza sul territorio con la sola spesa legata alla manutenzione dei mezzi».

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