Proteste
"Troppe lucciole cinesi in quel palazzo"
Una lite in strada tra prostitute riporta l'attenzione sulla situazione di via Fra' Bartolomeo, dove da tempo i residenti segnalano un'anomala concentrazione di "operatrici del sesso"
PRATO. La lite in strada tra alcune prostitute cinesi che esercitano in via Fra’ Bartolomeo, avvenuta ieri, 28 marzo, intorno all’ora di pranzo, ha riportato l’attenzione sul palazzo che ormai da anni è diventato la base delle lucciole orientali e non è visto di buon occhio dai residenti italiani. Per calmare gli animi è arrivata anche una volante della polizia e nel giro di pochi minuti il litigio era risolto. Quello che non è risolto è il problema della concentrazione di così tante prostitute in pochi metri di strada. «Ne ho contate una quindicina - racconta un artigiano che lavora nella zona - Sono qui da così tanto che l’altro giorno, quando sono andato da un cliente ad Agliana e gli ho detto che sto in via Fra ’ Bartolomeo mi ha risposto: “Ah, la strada delle prostitute”».
Le lucciole cinesi hanno preso in affitto quasi un intero palazzo, che non è difficile individuare: alle finestre e ai terrazzi sono appesi indumenti tra i quali predomina il rosso. Niente di vistoso, ma è facile indovinare che sia una specie di richiamo. Le prostitute orientali, che fanno capolino ogni tanto dalla porta del palazzo e si spingono lungo il marciapiede verso via Giuliano da Sangallo, sono anch’esse poco vistose, ma non serve uno specialista per individuarle. «Adescano - racconta ancora l’artigiano - Dalle 8 di sera si schierano tutte sul marciapiede. L’altra sera tornavo in macchina e una è venuta in strada e mi ha fatto cenno. Gli volevo dire: “Aspetta almeno che riporti la moglie a casa...”».
Il cliente tipo delle prostitute di via Fra’ Bartolomeo, come del resto in piazza Mercatale, è il pensionato italiano over 70. Ce n’è uno che sembra aspettare il suo turno sul muretto davanti al palazzo e quando capisce che si fanno domande proprio sulla sua meta si alza e se ne va. «Lo so - ragiona l’artigiano - Quelle donne assolvono anche a un “servizio sociale”, ma noi ci accontenteremmo che non fossero tutte concentrate qui». (p.n.)
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