Proteste
«Voglio la casa!», e rompe il tavolo
Attimi di tensione nell’ufficio dell’assessore Biancalani, strattonato da un disoccupato. Ferita un’assistente sociale
PRATO. Una dipendente dell'assessorato ai servizi sociali e lo stesso assessore Luigi Biancalani hanno fatto le spese della rabbia di un uomo di 36 anni che ieri mattina si è presentato negli uffici della sede di via Roma e, dopo aver avuto un breve litigio a causa delle assegnazioni delle case popolari, ha infranto un tavolo di cristallo. Le schegge di vetro hanno ferito alle gambe un'assistente sociale, mentre all'assessore, che è stato strattonato dall'uomo, si sono rotti gli occhiali.
Secondo quanto riferito, l'uomo è un disoccupato di 36 anni con cinque figli a carico che pensava di aver diritto a un alloggio popolare. Quando gli è stato detto che così non era è andato su tutte le furie e, dopo aver sollevato il tavolo di vetro, lo ha lasciato cadere mandandolo in frantumi. L'assistente sociale si è fatta medicare in ospedale e ora la polizia municipale sta valutando se denunciare il trentaseienne per danneggiamento o lesioni.
«Quell'uomo era la prima volta che lo vedevo - racconta l'assessore Biancalani - Aveva preso appuntamento ed è venuto con la moglie. Ci ha spiegato che è in grosse difficoltà perché lavora solo lei e hanno cinque figli da mantenere. È inserito nella graduatoria delle case popolari e ha un buon punteggio, ma per ora non rientra nell'elenco delle assegnazioni. Io gli ho spiegato che la graduatoria rimane aperta per almeno 4 anni e dunque non doveva disperare. Lui però ha insistito, ha detto che aiutiamo solo gli stranieri, il che non è vero».
Quanto accaduto è l'occasione per tentare di sfatare un luogo comune duro a morire, quello degli stranieri che sarebbero in maggioranza nelle graduatorie per le case popolari. «Siccome quell'uomo ci accusava di aver pubblicato la graduatoria senza indicare i nomi - spiega Biancalani - gli ho detto che è solo per un problema di privacy e io stesso ho controllato i primi 100 della graduatoria: 70 sono italiani e 30 stranieri. Ma c'è di più: gli attuali occupanti degli alloggi popolari sono di nazionalità italiana per una percentuale che oscilla tra il 75% e l''80%. Dunque quella delle case popolari date solo agli stranieri è una falsità».
La discussione nell'ufficio dell'assessore è andata avanti per un bel po'. Il trentaseienne ha fatto presente di avere lo sfratto esecutivo e Biancalani gli ha detto che la situazione potrebbe essere risolta col progetto "scansasfratto" (il Comune paga l'affitto per un anno al proprietario dell'immobile), per il quale l'uomo ha già fatto domanda. Poi la situazione è precipitata all'improvviso, tanto che nemmeno la vigilessa che era all'esterno della stanza ha fatto in tempo a intervenire: «Quell'uomo ha tolto il piano di vetro del tavolo dai supporti, con tutte le carte che c'erano sopra, e l'ha lasciato ricadere. Una scheggia ha ferito a un ginocchio l'assistente sociale, un'altra mi ha scheggiato gli occhiali, li dovrò cambiare. Sono stato anche preso per la camicia, ma a dire il vero non picchiato né minacciato. È successo tutto all’improvviso, non ce l’aspettavamo. Il fatto che quell’uomo si fosse presentato con la moglie e non fosse conosciuto come soggetto violento non ci ha indotto a prendere particolari precauzioni. Ma del resto questo fa parte del nostro mestiere».
Sfogata la rabbia, l'esagitato se n'è andato insieme alla moglie così com'era venuto e le probabilità che gli venga assegnata una casa popolare, dopo la lite di ieri, non sono certo aumentate.
Paolo Nencioni
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