Il Tirreno

Prato

L’ultimo saluto a Filippo con le pagliette sul cuore

L’ultimo saluto a Filippo con le pagliette sul cuore

Centinaia di persone e tanti studenti ed ex studenti del Buzzi per l’addio a Baldini Durante la messa don Luciano ha letto un commosso messaggio del vescovo

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PRATO. Una fila composta di cappelli di paglia col nastro verde, la tradizionale paglietta del Buzzi, che gli studenti di oggi e di ieri hanno tolto in un unico gesto sincronizzato, portandosela all’altezza del cuore, quando il feretro di Filippo Baldini, “Baldo” per gli amici, è stato issato in spalla dal carro funebre della Misericordia dentro la navata centrale della basilica di Santa Maria della Pietà. Una chiesa stipata di persone all'inverosimile per l'ultimo commosso saluto al commercialista e paglietta del Buzzi di quarantacinque anni morto improvvisamente nei giorni scorsi, poco dopo aver provato la messinscena della rivista "70 di dà tanto" al Politeama.

Con i parenti divisi tra la prima fila e la stanza dietro il sagrato, centinaia di amici, ex compagni di scuola e colleghi di lavoro, a cominciare da Stefano Ballerini e Irene Sanesi, che con Baldini condividevano lo studio associato BBS. E poi vicini di casa e semplici conoscenti, compagni di infanzia e di adolescenza del quartiere della Pietà, dove Baldini abitava insieme alla moglie Francesca e ai figli Duccio e Giulia.

Le pagliette del Buzzi, che già avevano omaggiato l'amico alla fine della prima della rivista al Politeama, non volevano e non potevano mancare all'appuntamento, nonostante ieri pomeriggio incalzasse la replica della domenica pomeriggio dello spettacolo. "Show must go on", come avrebbe voluto Filippo che a quello spettacolo teneva tanto a partecipare come attore.

La messa funebre è stata semplice e solenne, concelebrata da più preti ma presieduta da monsignor Luciano Pelagatti, decano fra i parroci che conosceva bene Filippo Baldini. Era anche uomo molto legato alla chiesa, pervaso da un profondo senso della religiosità, come ha sottolineato don Luciano durante l'omelia. Il parroco ha letto una lettera scritta per l'occasione dal vescovo Franco Agostinelli, che avrebbe voluto essere lì ma non ha potuto per impegni già programmati. Una lettera di profonda vicinanza ai familiari, incoraggiati a continuare a coltivare la presenza del congiunto nell'amore, che sopravvive alla morte fisica. Don Luciano ha esordito la sua parte di omelia con l'accostamento alla Pasqua ormai vicina: il dolore e l'impossibilità di accettare la morte di Gesù da parte delle donne davanti al sepolcro, così come appare difficile, fino quasi alla ribellione nei confronti di Dio, l'accettare la scomparsa così improvvisa di un uomo, di un padre e di un marito ancora nel pieno della vita e con tante cose ancora da fare.

Francesco Albonetti

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