Proteste
Catene al giardino: «È una corte privata»
Si è formato un comitato per chiedere che la strada venga riconosciuta come pubblica. Oggi una “merenda legale”
PRATO. Altolà, proprietà privata. Catene su una strada, da sei mesi. Le ha messe un residente, perché secondo il Comune quel pezzo di via è da riclassificare come "corte privata". È il punto in cui via delle Segherie si dirama e si colora di verde grazie al giardino "Melampo" realizzato dall'associazione "Dryphoto" che lì ha la sede. È un pezzo del distretto creativo del Macrolotto 0, un piccolo borgo che crea comunità tra il centro storico e Chinatown.
Ma soprattutto, sostiene il comitato "Via delle Segherie Libera", è una strada che mantiene un «consolidato uso pubblico» fin dagli anni '70. «L'area - protestano dal comitato, che raggruppa una ventina di persone (tra cui una famiglia cinese) - è riportata anche negli strumenti di programmazione urbanistica: non è mai stata asfaltata ma le previsioni di piano prevedevano l'apertura del collegamento con via Orti del Pero». Il pomo della discordia ruota intorno a una particella catastale, la numero 172, corrispondente al tratto dove s'affacciano Dryphoto e altri residenti. Un pezzetto di terra che è stato riqualificato e, grazie alla presenza di una galleria d'arte, trasformato nel 2013 in un giardino intitolato a un romanzo di Flaiano. Uno spazio dove vengono organizzate feste, letture di poesie e oggi pomeriggio, dalle 16.30 in poi, una "merenda legale" per "occupare" simbolicamente quella strada.
A scoperchiare il vaso di Pandora è stato un residente della zona che ha richiesto al Comune di rivedere la classificazione catastale di quel tratto di via delle Segherie ritenendola una corte privata. Ne segue un sopralluogo dal quale si rileva che la particella 172 sia priva di qualsiasi elemento che possa portare a stabilirne un uso pubblico. La motivazione è che si tratterebbe di strada senza sfondo funzionale a uno sbocco in via Orti del Pero che mai però è stato realizzato. Così lui, il proprietario che aveva fatto presente l'errore (presunto tale) nella classificazione catastale, mette le catene. Ma di chi è quel pezzo di strada? Il comitato "Via delle Segherie Libera" s'attiva nelle ricerche, risale al nome del proprietario che abitava nella zona negli anni '70. Evidentemente ora disinteressato a entrare in quella che può sembrare a prima vista una lite tra vicini. «Sì ma tutto questo pasticcio - fa notare il presidente del comitato Giancarlo Carboncini - l'ha creato il Comune riconoscendo come privato un pezzo di strada che è sempre stato ad uso pubblico». Il comitato non s'arrende, chiede con un esposto che vengano rimosse le catene lungo il passaggio. Il 24 ottobre dell’anno scorso incontra il sindaco Biffoni. «Il riconoscimento a status di strada privata - protestano - lo viviamo come un sopruso». Per giunta Dryphoto ha nel cassetto un progetto per la riqualificazione dell'area con un intervento artistico sull'illuminazione. Un giovane residente, Mimmo Putignano, con la sua chitarra vorrebbe organizzare delle serate in giardino. «Da piccolo giocavo sotto il nespolo perché potevo andarci liberamente», racconta il ragazzo. Ma il Comune alza le mani: «Non possiamo intervenire in una lite fra residenti - ammette il dirigente del patrimonio Massimo Nutini - e non ci sono le condizioni per stabilire un uso pubblico di quel tratto di via delle Segherie. Se questo verrà riconosciuto in sede di previsione urbanistica, allora ricorreremo a un esproprio».
Maria Lardara
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