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Prato

La meglio gioventù via dall’Italia Veronesi: «Un esodo forzato»

La meglio gioventù via dall’Italia Veronesi: «Un esodo forzato»

Il regista pratese ha presentato all’Omnia Center il suo ultimo film “Non è un paese per giovani” E spunta una curiosità: il nome del protagonista, Sandro, è un omaggio al fratello scrittore

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PRATO. Il regista pratese Giovanni Veronesi ha presentato giovedì 23 il suo nuovo film alla multisala Omniacenter di Prato, con la presenza del sindaco Matteo Biffoni. Il titolo "Non è un paese per giovani" è emblematico, il protagonista Sandro, è un ragazzo di vent'anni che vorrebbe diventare uno scrittore, ma è ostacolato dalle mille difficoltà e problemi burocratici del paese e allora decide di andare via dall'Italia insieme al suo amico Luciano e tentare la fortuna a Cuba. Il progetto è quello di aprire un ristorante italiano che offra ai clienti il wi-fi -ancora raro sull'isola- grazie alle nuove ma limitate concessioni governative. Con Nora, la strana ragazza che li aspetta all'Avana come un destino, scopriranno che esiste anche un modo glorioso di perdersi, che darà un senso profondo alla fatalità che li ha fatti incontrare

Il tema del film, interpretatato da Filippo Scicchitano Sara Serraiocco Giovanni Anzaldo, è attualissimo e racconta la grave situazione in cui si trovano oggi i giovani italiani che vorrebbero coronare i loro sogni e la loro carriera lavorativa, ma che purtroppo molto spesso non vi riescono a causa degli enormi problemi del nostro paese e dalla crisi. Lo stesso regista ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a raccontare questo problema: «Per tre anni lavorando in radio, ho sentito e raccolto le testimonianze di tanti ragazzi, soprattutto del nord Italia, che mi parlavano delle loro difficoltà nel trovare lavoro e delle loro idee di andare via da questo paese che non li vuole, loro stessi dicono che si sentono un peso, mentre all'estero sono un vero e proprio valore e risorsa e quindi mi sembrava importante denunciare questa situazione grave».

Aggiunge inoltre che «questi ragazzi sono tantissimi, circa 120.000 mila e effettuano proprio un cambio di residenza per non tornare più qui in Italia, loro vorrebbero rimanere ma sono costretti ad andare via per forza, quindi direi che stanno attraversando un esodo obbligatorio, del quale prima o poi ne pagheremo le conseguenze tutti noi, perché si verificheranno dei buchi generazionali enormi dai 20 ai 40 anni. Tutto ciò che vedrete nel film sono storie e testimonianze vere, anche i combattimenti».

Per concludere il regista svela dei particolari molti importanti riguardo al film, il nome del protagonista, Sandro, è un omaggio al fratello scrittore, che ha scritto per lui la pagina finale di un romanzo e nel film la scrive proprio Sandro, il protagonista e questo dimostra e svela la connessione di tutto il film. L'idea del film nasce da un programma radiofonico da lui condotto anni precedenti e segna una svolta nella sua carriera.

Elisa Pepe

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di Redazione web