Il Tirreno

Prato

All’asta gli oggetti dell’opera “Quarantine”

All’asta gli oggetti dell’opera “Quarantine”

L’installazione di Robert Kusmirowski esposta alla mostra “La fine del mondo” sarà battuta il 4 aprile: parte del ricavato andrà alla Comunità Emmaus

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PRATO. Un po' della Fine del mondo a casa vostra? Ebbene si Infatti grazie ad un’intuizione del direttore Fabio Cavallucci sarà infatti possibile far entrare nella vostra collezione una parte di un'opera della mostra inaugurale del Centro Pecci, perché martedì 4 aprile alle 21 il museo ha indetto, in collaborazione con Farsettiarte, una battuta d'asta degli elementi che hanno composto l'opera "Quarantine" di Robert Kusmirowski. L'asta si svolgerà proprio nella sala che ha ospitato il lavoro dell'artista polacco, tornato ora a Prato proprio per preparare i vari lotti. Ma andiamo con ordine, innanzitutto la descrizione ufficiale di "Quarantine" realizzata nel nostro museo nei mesi precedenti l'inaugurazione , "200 sedie, materiali di recupero. Dimensioni ambiente. Il colore bianco rimanda a un altro mondo, etereo, metafisico: spazio che troveremo oltre la morte o tracce sempre più flebili del nostro passaggio sulla terra? L'opera vuole sollecitare le sensazioni che proveremmo fermandoci a riflettere sul trascorrere del tempo: per questo l'artista ha deciso di riempire le pareti con oggetti che appartengono al quotidiano dell'uomo". Kusmirowski ha così appeso e dipinto di bianco molti oggetti di uso quotidiano alle pareti del grande spazio al primo piano del museo, conosciuto ai visitatori anche come "sala bianca", perché vi si sono svolti la maggior parte degli eventi collegati alla mostra.

L'artista ha diviso i vari elementi dell'opera secondo blocchi tematici e a pezzi singoli e i vari lotti avranno una base d'asta di qualche decine di euro fino ad alcune migliaia, a seconda della dimensione e del soggetto Per esempio uno dei pezzi più interessanti è sicuramente il grande mobile con in mezzo una serie di libri, oppure, specie per i collezionisti sportivi, la bicicletta, mentre forse rimarrà invenduto "il vestito da defunto". Non è invece disponibile l'organo che appartiene alla Fondazione Daroboven di Colonia. Delle 200 sedie su cui si sono seduti in questi mesi migliaia di visitatori per seguire le varie conferenze, incontri, performance, solo pochissime saranno disponibili per l'asta, perché la maggior parte sono dei pratesi che risposero all'appello dell'artista e le portarono al museo. Ora le avranno indietro, ma sotto il sedile ci sarà la sigla di Kusmiromski, diventando così ancora più "preziose". Il ricavato dell'asta verrà diviso in tre parti, un terzo all'artista, un terzo alla Comunità Emmaus ,che ha fornito il materiale e un terzo al Centro Pecci per recuperare i costi di produzione. La sessione d'asta del 4 aprile verrà battuta da Sonia Farsetti della omonima galleria e notissima casa d'aste. Naturalmente l'ingresso è libero. Info: Centro Pecci 0574-5317 info@centropecci.it

Per finire una nota istituzionale, perché giovedì scorso si è svolta la prima riunione del nuovo cda dell'Associazione per l'arte contemporanea Luigi Pecci che ha eletto come presidente, l'artista e imprenditore meccanico Gianni Antenucci, e come vicepresidente Greta Beccaglia , figlia di Valdemaro a cui si deve,insieme ad Elena Pecci Cangioli , il nuovo Centro Pecci.

Riccardo Tempestini

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