La manifestazione
Pagliette tra lacrime e sorrisi - Foto
Al Politeama la “prima” della rivista “70 mi dà tanto”, in chiusura il commosso saluto a Filippo Baldini
PRATO. Hanno lavorato sodo per nove mesi e il tanto impegno è stato ripagato dal successo ottenuto la sera di giovedì 23 al Politeama. La prima della Rivista "70 mi dà tanto" delle Pagliette del Buzzi è stata un trionfo. Un cast nutrito ha divertito il pubblico che ha riempito il teatro e che ha applaudito a lungo gli attori e ballerini, bravi e disinvolti sul palco. Anche se ognuno dentro di sè ha recitato nel ricordo di Filippo Baldini, il commercialista che doveva essere su quel palco e che invece il destino, spesso assurdo, se lo è portato via improvvisamente due sere fa proprio al termine delle prove del balletto dove lui era uno dei componenti. In segno di lutto la parte delle "Buzzi belles", il gruppo di ballerini di cui faceva parte, è stata tolta. Anche se al termine dello spettacolo sono saliti sul palco quando è stata proiettata un’immagine di Baldini. Nell’occasione è stato ricordato anche il professor Alessandro Zanco, scomparso alcuni giorni fa.
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La regia firmata da Francesco Ciampi è piaciuta e i testi hanno strappato più di una risata. "70 mi dà tanto" è una Rivista che spazia nel tempo. I protagonisti sono due studenti di un istituto agrario di Pistoia che grazie all'invenzione del nonno di uno loro viaggiano nel tempo. Si ritrovano nel 1886 quando nacque il Buzzi e conoscono personalmente il fondatore, il professor Tullio Buzzi, poi indietro fino alla Preistoria. Sul palco ci sono anche alcune Pagliette senior che tornano a calcare le scene insieme ai giovani.
Curati i balletti e le coereografie di Eric Basso e bravi i ragazzi che si muovono a tempo e si divertono calandosi per una volta nel ruolo di ballerini. Un balletto è stato curato da Camilla e Rebecca Innocenti e Mariangela Superbo che fino a qualche anno fa erano le coreografe della Rivista. Nel balletto ci sono i ragazzi che facevano parte del corpo di ballo fino a due edizioni fa e che hanno lasciato il posto alle giovani leve. I fondali ci portano avanti e indietro nel tempo: un'aula di scuola a Pistoia, poi piazza del Comune a Prato, una strana pista di aeroporto che arriva al Pecci, poi la Preistoria. Sul palco i ragazzi, che hanno lavorato alla realizzazione delle scene, hanno ricreato per alcuni sketch la fontana del Bacchino, anche se la vera perla è l'ape. Un'ape vera, trasformata in una macchina del tempo che porta i due studenti a viaggiare in epoche diverse.
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Le musiche sono di Stefano Caprilli (che sul palco è anche il nonno inventore), gli arrangiamenti di Andrea Benassai, poi il brano "Se fosse che Prato non ci fosse" di Rodolfo Betti e Roberta Betti interpretato da Lamberto Muggiani e Luca Bracciotti, una canzone storica di una Rivista targata 1982. Rodolfo Betti fa anche un cameo: la voce fuori campo, all'inizio del secondo tempo, è la sua. «Un’edizione ambiziosa e impegnativa e purtroppo funestata da eventi luttuosi che ci ha portato ad andare avanti con la morte nel cuore - commenta Gabriele Villoresi presidente dell'associazione club delle Pagliette - Abbiamo voluto riunire la grande famiglia delle Pagliette che si ritrova con oltre 150 persone sul palco».
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