Sicurezza
“La cerimonia”, De Summa indaga le radici del desiderio
L’ autore, regista e interprete presenta lo spettacolo prodotto dal Metastasio e da stasera in scena al Fabbrichino
PRATO. Mancano poche ore al debutto previsto stasera al Fabbrichino de "La cerimonia" e l'autore, nonché regista e interprete, Oscar De Summa racconta i tanti mesi di lavoro che stanno dietro allo spettacolo che arriva in prima assoluta a Prato. Si tratta di una produzione del Metastasio e che resterà in scena fino al 9 aprile (feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30, lunedì 27 marzo e lunedì 3 aprile riposo). «Ovviamente c'è l'ansia tipica di ogni debutto - esordisce De Summa - dal pubblico si capisce se le basi di questo lavoro sono quelle giuste, se viene vissuta l'emotività e la partecipazione. Le prove fatte in questi giorni sono andate bene ed ora ci apprestiamo a portare in scena quanto fatto». De Summa spiega, poi, come essere autore, regista e attore nello spettacolo vuol dire non finire mai di lavorare: «Mentre sono sul palco - racconta - guardo gli attori anche con gli occhi da regista». Tutti gli spettacoli di De Summa sono una riflessione sulla vita, sui vari aspetti a attraverso il teatro, che l'artista reputa un tramite e non un fine, intercetta un pubblico offrendo una riflessione non solo mentale. Un tentativo che porta avanti da circa cinque anni affinché il pubblico una volta uscito dal teatro possa provare questa esperienza. I suoi spettacoli sono uno scandagliare la vita sotto i diversi aspetti, come ne "La cerimonia" che parla della relazione fra padre, madre, figlio e società. Un lavoro messo in piedi dopo che l'autore ha realizzato un centinaio di interviste a persone di età compresa fra i 16 e i 60 anni per capire cosa è il desiderio, intenso come motore della vita. De Summa sostiene che «avere tutte le possibilità corrisponde a non averne nessuna se non c'è una regola, abitare in una città piuttosto che in un'altra non fa differenza se non c'è stimolo. In una società dove tutti possono fare tutto - sostiene - perché si hanno le possibilità non equivale ad avere delle qualità». «La cerimonia" è ambientata a fine anni Novanta, in scena quattro personaggi, uno di questo è De Summa nei panni di uno zio strano che ha avuto a che fare con l'India. «Quello - dice - che fa da molla, che fa sentire la terra di sentimenti». Sulla scena, insieme a De Summa, Vanessa Korn, Marco Manfredi e Marina Occhionero. Per "La cerimonia" De Summa è partito dal complesso di Edipo. «Analizzando questo mito - spiega - ci accorgiamo che il padre, intenso come funzione, ha il compito di interrompere il rapporto simbiotico tra madre e figlio. Proprio quel padre che tanto abbiamo odiato ora è l'assente inaccettabile. Diventando non più la legge ma l'amico del figlio, il suo antagonista nel quotidiano. Ha negato al figlio la sacrosanta ribellione generatrice dell'identità. Così tutto resta uguale a tutto e allora non c'è più motivo di scegliere, non c'è più desiderio, non c'è più quella passione che sa sempre portarci oltre noi stessi nel paradosso fondante della perdita che stabilisce l'identità». Lo spettacolo sarà poi al festival Primavera dei Teatri a Castrovillari.
Azelio Biagioni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
