Il Tirreno

Prato

Nella villa confiscata appartamenti per famiglie povere

La grande casa in via Fratelli Cervi (200 metri quadrati) entrerà nel patrimonio residenziale del Comune

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PRATO. Quel grande appartamento di 200 metri quadrati, dodici camere, camino, tre bagni, begli arredi e ottime rifiniture, in via Fratelli Cervi 76, zona residenziale di Santa Lucia, era solo uno delle decine di beni - per un valore complessivo di 41 milioni di euro - sequestrati a Prato e in mezza Italia dalla Guardi di Finanza nel 2012 perché ritenuti nella disponibilità, anche attraverso prestanomi, dei boss della camorra Carlo e Giacomo Terracciano. Proprio quell’appartamento al primo piano, con un garage annesso di 24 metri quadri, è il primo bene nel territorio comunale confiscato alla criminalità organizzata e verrà messo a disposizione della comunità pratese.

L'abitazione confiscata dalla procura della Repubblica è di proprietà di Paolo Alberto Mancin e la moglie Alida Bernardini, il primo, ex presidente della squadra Prato Nord è tra i nomi che emergono dalle indagini sulle attività dei fratelli Terracciano. «Mi stupisco della confisca - afferma Mancin - perché in Corte di Appello a Firenze pende un ricorso per il dissequestro con udienza fissata in giungo».

Ieri l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha però dichiarato l'immobile disponibile per il Comune di Prato che l’ha accettato di buon grando. «Faremo immediatamente domanda per poter acquisire l'appartamento, che dopo i debiti lavori sarà destinato per l'emergenza alloggiativa, dando così un'abitazione alle famiglie in difficoltà - ha spiegato il sindaco Matteo Biffoni - La confisca dei beni e il metterli a disposizione della comunità sono il miglior segnale della lotta all'illegalità. Questa casa di oltre 200 metri quadri è stata confiscata sul nostro territorio in un'operazione che partiva dalle indagini sul riciclaggio del denaro sporco in Toscana. Oggi potrà essere messa a disposizione delle persone perbene che hanno bisogno di un aiuto».

Una notizia che arriva ventiquattro ore dopo la grande marcia contro le mafie alla quale hanno partecipato 3500 persone provenienti da tutta la Toscana. Giovni e meno giovani sono scese in strada a Prato per in ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata: «Lo abbiamo detto e lo ribadisco: nessun territorio può considerarsi immune da infiltrazioni della criminalità organizzata, per questo è fondamentale mantenere alta l'attenzione da parte delle istituzioni e di tutta la società civile - ha sottolineato Biffoni -. Gli amministratori, le donne e gli uomini delle forze dell'ordine, della Procura, delle istituzioni e i tanti cittadini che ieri hanno manifestato nel nostro centro storico e letto i mille nomi delle vittime innocenti di mafia sono il segnale di un territorio dove tutti lavoriamo compatti per contrastare ogni forma di illegalità».

Intanto la polizia municipale ha compiuto un sopralluogo nella villa confiscata per verificarne la conformità alle normative urbanistiche edilizie o l'eventuale sanabilità, condizione fondamentale per l’acquisizione nel patrimonio pubblico. Gli agenti hanno rilevato una sostanziale conformità dello stato dei luoghi. Gli atti verranno trasmessi agli uffici che si occuperanno del completamento la procedura.

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